Game Of Thrones – SPOILER – Considerazioni Episodio 6×8 “No One” del 12 giugno

L’ottavo episodio di Game Of Thrones, si presenta ancora una volta colmo di sorprese e punti forti, tra ritorni graditi e incontri fausti (o no?). Ma andiamo con ordine. Ovviamente non procedete nella lettura se non avete ancora visto l’episodio in quanto l’articolo è FORTEMENTE CARICO DI SPOILERS!

 

Cersei e la Montagna
Qyburn sullo sfondo, Cersei e The Zombie Mountain.

Ad Approdo del Re (King’s Landing in lingua originale), vediamo Cersei alle prese col Credo Militante, che con una piccola squadra capitanata proprio dal cugino Lancel Lannister, le intima di raggiungere l’Alto Passero al Tempio di Baelor.

Cersei rifiuta, e dice ai Passeri che non sono i benvenuti nella Fortezza Rossa, e ricorre alla violenza per allontanarli. Infatti, Cersei è costantemente protetta dalla Montagna zombie “creata” dal Maestro Qyburn, che subito decapita una delle guardie del Credo a mani nude dimostrando così tutta la propria forza brutale, un deterrente che obbliga i restanti Passeri a riconsiderare le minacce e andarsene con la coda tra le gambe.

Il giovane Re Tommen dichiara in una seduta pubblica che d’ora in avanti verranno aboliti i trial by combat, i processi per singolar tenzone; obbligando di fatto la madre Cersei a rinunciare al suo asso nella manica, appunto la Montagna, che sicuramente avrebbe inflitto morte e desolazione contro chiunque gli fosse capitato a tiro, assicurandole la vittoria. Ora starà da vedere cosa si inventerà la micidiale ex-Regina, visto che proprio poco dopo l’annuncio viene raggiunta da Qyburn e i due sembrano intendersela a riguardo dell’uso dell’Altofuoco: che Cersei sia forse a un passo dal ripercorrere il destino di Aerys, il Re Folle? Sarà davvero disposta a mettere a fuoco la città pur di salvarsi il suo prorompente ego? Sappiamo infatti che le segrete di Approdo del Re sono piene zeppe di Altofuoco; lo stesso Tyrion in passato ne ha usato una scorta per difendersi dall’assedio contro Stannis. Tutto quel potenziale dirompente nelle mani di Cersei potrebbe scatenare un vero inferno nella Capitale. E come potrà difendersi dal processo del Credo, se non potrà usare il suo fido zombie? Lo userà comunque fregandosene delle conseguenze?

A Delta delle Acque ritroviamo Jaime Lannister alle prese con l’assedio, infatti il Pesce Nero resiste fieramente opponendosi all’armata congiunta Lannister + Frey. Anche Brienne è arrivata  fin lì, e chiede di poter parlare con Jaime. I due finalmente si reincontrano, ed è veramente bello il loro scambio di battute. C’è da pensare che forse Jaime possa ancora redimersi e mandare a quel paese l’isterica sorella/amante/gemella che si ritrova. In ogni caso, Brienne riesce a farsi concedere un tentativo di dialogo con Brynden il Pesce Nero, per cercare di convincerlo a seguirla al Nord con l’esercito per aiutare Sansa e Jon a riprendersi Winterfell lasciando in cambio Delta delle Acque ai Lannister. Brynden però è testardo, e non vuole arrendersi e cedere la propria terra agli invasori.

L'accampamento dei Lannister per l'assedio di Delta delle Acque.
L’accampamento dei Lannister per l’assedio di Delta delle Acque.

Vedremo poi come Jaime riuscirà a convincere il povero ostaggio Edmure Tully a rientrare nel castello ordinando ai suoi sudditi (infatti egli è ormai di diritto l’unico erede al trono) di aprire i cancelli per farlo entrare. Una volta dentro, ordina che i cancelli vengano aperti anche per fare entrare tutta l’armata di Jaime e dei Frey, arrendendosi. Brynden capisce ormai troppo tardi l’errore commesso, e cerca di porre rimedio aiutando Brienne e il mitico Pod a scappare da una delle segrete del castello; morirà poco dopo. Vediamo poi i due scappare su di una barca allontanandosi dal castello, dalla cui torre li osserva lo Sterminatore di Re salutandoli con un’alzata di mano, invece di allertare le proprie guardie. Jaime dimostra ancora una volta di essere degno di fiducia, e che il rapporto con Brienne è di altissimo rispetto reciproco.

Brienne saluta Jaime. Forse per sempre?

 

Brevissimo lo scorcio su Mereen, dove vediamo prima il Folletto accompagnare il Ragno Varys a imbarcarsi in missione segreta (tornerà a Westeros?), e dopo in un divertente siparietto con Missandei e Verme Grigio mentre si raccontano barzellette. Ecco, secondo chi scrive, Tyrion potrebbe impiegare meglio il tempo da governante supplente invece di bere vino dalla mattina alla sera e raccontare barzellette, ma tant’è. Sta di fatto che a un certo punto i tre vengono sorpresi da un attacco imponente da parte degli Schiavisti, che circondano la città con la loro flotta di navi da guerra, attaccandola su più fronti (possibile che gli allarmi a Mereen funzionino solo quando il nemico è già praticamente in città? Mah!) Mentre i tre personaggi si rinchiudono al sicuro nei piani più alti della Grande Piramide di Mereen, indecisi sul da farsi, ta-dààà! Ecco che arriva, atterrando sul tetto della Piramide, un enorme deus-ex-machina Daenerys, in groppa all’enorme drago nero. La risposta all’assedio navale verrà probabilmente mostrato nel prossimo episodio, già prevediamo Drogon sbruciacchiare allegramente tutte le navi da guerra degli Schiavisti, magari coadiuvato dai suoi fratellini di fuoco. E il khalasar al seguito di Dany? Entreranno a Mereen senza colpo ferire? Come se la gestiranno?

Divertentissimo inoltre vedere il Mastino alle prese con la vendetta: un’ascia in mano a seminare morte senza nemmeno sudare nelle Terre dei Fiumi, vendicando lo sterminio delle genti con cui viveva in pace fino a poco tempo prima, dimentico di battaglie e torti subìti. Ma è fin troppo chiaro che il Mastino vive per la battaglia, come gli dirà poi de visu Sir Beric Donderrion. I due infatti si incontrano di nuovo, dopo che Clegane lo uccise già una volta quasi tagliandolo in due come un cocomero, con un fendente devastante della sua spada. Quella volta Thoros di Mir, il prete “rosso”, riportò in vita Donderrion affidandosi alle preghiere al Signore della Luce.

Il Mastino contratta per avere almeno due uomini su tre da uccidere. Adorabile!
Il Mastino contratta per avere almeno due uomini su tre da uccidere. Adorabile!

Questa volta, Clegane chiede però solamente di avere vendetta uccidendo gli uomini che hanno sterminato le persone con le quali viveva. Durante un comico scambio di battute, sir Beric acconsente. Più tardi il cavaliere risorto cercherà di convincere il diffidente Mastino ad entrare nella Fratellanza Senza Vessilli; infatti l’apporto che un combattente come Clegane può dare alla Fratellanza è di immenso valore. Vedremo se il Mastino deciderà se tornare alla guerra o continuare il suo esilio in cerca di pace per se stesso.

Ma veniamo ora a Braavos, dove subito scopriamo che Arya in qualche modo è riuscita a fuggire e rimanere in vita dopo l’accoltellamento subìto per opera dell’Orfana, che nello scorso episodio l’aveva attaccata ferendola all’addome in più punti. Arya riesce a raggiungere le quinte del teatro dove l’attrice Lady Crane (che sarebbe dovuta morire proprio a causa di Arya!) la trova e la salva, medicandole le ferite e dandole un posto dove dormire e nascondersi. L’indomani mattina Lady Crane viene però assalita dall’Orfana venendo uccisa in modo violento. Questo fa sì che Arya si svegli di soprassalto per il rumore.

Appena Arya trova il cadavere della sua salvatrice, appare l’Orfana che la informa che al Dio dei Molti Volti sono stati promessi dei nomi, lasciando intendere che tra questi nomi ora vi sia anche il suo, che ha “tradito” la fiducia del Dio e dei suoi seguaci. Comincia così un inseguimento in stile parkour per i vicoli della città, tra salti e capriole, ma la Stark già ferita comincia in breve tempo a perdere sangue e zoppicare vistosamente. Ciondolante, Arya si rifugia in una casupola buia, un vicolo cieco, dove sembra attendere la sua inseguitrice senza più forze per scappare.

Parkour e inseguimenti tra l'Orfana (sul camminamento sullo sfondo) e Arya
Parkour e inseguimenti tra l’Orfana (sul camminamento sullo sfondo) e Arya

L’Orfana la trova, e con sorpresa vediamo Arya estrarre da sotto un giaciglio di coperte Ago, il suo fido spadino che le era stato regalato da suo fratello Jon all’inizio della prima stagione. Le due si sfidano, off-screen purtroppo, ma proprio nei minuti finali assistiamo a come Jaqen al Tempio scopra, seguendo una pista di sangue, la faccia dell’Orfana strappata e applicata a una delle colonne della Sala. Arya lo sorprende da dietro, accusandolo di aver cercato di ucciderla. L’uomo tuttavia rimane abbastanza serafico, come suo solito, e dice che “finalmente una ragazza è nessuno“. La piccola Stark, nientedimeno, gli risponde “questa ragazza è Arya Stark di Grande Inverno, e me ne torno a casa“. Jaqen la osserva quindi andare via, con un’ombra di sorriso sulle labbra. Che sia stato da sempre questo il volere del misterioso Uomo Senza Volto? Oppure è solo contento del riaffiorire dell’identità importante della ragazzina Stark? E’ inoltre possibile che il nome di Arya non fosse stato realmente promesso al Dio dai Molti Volti, poiché conosciamo l’impressionante dedizione di Jaqen alle promesse fatte al Dio. Probabile che non sia nemmeno l’ultima volta che vedremo il misterioso personaggio… forse i loro destini s’incroceranno ancora, prima della fine.

Un finale che fin da troppo tempo ci stavamo attendendo, che riporta sulla retta via la giovane del Nord verso la strada di casa. Speriamo dunque che Arya riesca finalmente a tornare a Winterfell, arrivandoci magari proprio nel contesto di riconquista della roccaforte da parte di suo fratello Jon e sua sorella Sansa. Ricordiamoci che in più di un’occasione, le storylines dei personaggi di GoT si sono rivelate leggermente sfasate a discapito di quanto visto su schermo, pertanto nel prossimo episodio (S06E09: The Battle of the Bastards, già un titolo che preannuncia parecchio!) potremmo pensare di vedere Arya arrivare a Westeros. Speriamo che la fortuna sia da parte degli Stark, per una buona volta! 🙂

 

Arya Stark
Arya Stark, non ti si addiceva il ruolo di Nessuno, welcome back!