The Leftovers TEORIA – Ecco perché i Colpevoli Sopravvissuti non hanno paura di morire

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Ciao a tutti! Dopo il mio ultimo articolo su The Leftovers, dove spiego i motivi per cui secondo me Kevin è uno dei Colpevoli Sopravvissuti (click qui per leggerlo), vorrei parlarvi di un’altra teoria, di cui per ora non ho mai sentito parlare su internet, ma che per me potrebbe essere reale (e mooolto interessante!).

Guardando e riguardando l’ottavo episodio della seconda stagione, International Assassin, non ho potuto fare a meno di pormi tantissime domande sul misterioso hotel. Dove si trova davvero? Esiste realmente in qualche punto del mondo o si trova in una sorta di limbo tra la vita e la morte? Perchè proprio un hotel?

Non sono riuscita a rispondere a tutte queste domande. Come ho già detto in uno dei miei articoli precedenti (click), sappiamo che a Perth (Australia) si trova una copia esatta dell’hotel, grazie alla quale K.G. Senior riesce a comunicare con suo figlio tramite il televisore durante il suo viaggio all’altro mondo (K.G.S. sembra riuscire a mettersi in contatto con lui tramite una sorta di rito voodoo che coinvolge quelli che sembrano essere aborigeni e due o più falò, il cui fuoco fa scattare l’allarme dalla parte Kevin). Ma dell’ubicazione geografica (o metafisica?) dell’hotel vero e proprio non sappiamo niente. Alla fine dell’episodio vediamo Kevin guidare fino a Miracle, quindi, volendo supporre che in questo altro mondo le cose funzionino come nel nostro, l’hotel non si trova in Australia come l’altro. E se invece si trattasse di una dimensione in cui lo spazio e il tempo sono compressi e funzionano in maniera  totalmente diversa dal mondo reale? Non sarebbe la prima volta che il nostro Lindelof crea una cosa del genere. 🙂

Basandomi su questa idea, ho pensato anche che il mondo dell’hotel potrebbe essere una sorta di universo parallelo nel quale le persone,

quelle che riescono a mantenere la propria identità, agiscono con consapevolezza per raggiungere uno scopo. In International Assassin abbiamo visto i Colpevoli Sopravvissuti organizzarsi molto meglio che nel mondo reale, nel quale si limitano a fissare la gente e a seguirla dappertutto. In questo mondo, Patti Levin sta per diventare Presidentessa degli Stati Uniti d’America e ha un grandissimo seguito. Il suo credo, in questo universo, è seguito da molti e sta per diventare qualcosa di più concreto di un gruppetto di poche persone che vivono tutte insieme in una casa e organizzano atti di terrorismo psicologico sulle persone per cercare disperatamente di instillargli un’idea. E qui è scattata la scintilla: e se fosse questo il motivo per cui i Colpevoli Sopravvissuti lapidano i propri membri? Sappiamo che nell’universo dell’hotel ci si arriva solo morendo, e che una volta lì le persone hanno poche possibilità: possono bere l’acqua e dimenticare la propria identità, possono intraprendere percorsi di redenzione per ritornare al mondo reale o mettere le radici e creare qualcosa di concreto. Qualcosa che nel mondo reale non sta funzionando. Questo a mio avviso, spiegherebbe il motivo per cui a questa gente non interessa essere lapidata o uccisa brutalmente. La questione del “ci lapidiamo a vicenda per essere ricordati per sempre” non mi ha mai convinta molto, mentre sono molto più portata a pensare che queste persone si lasciano assassinare a sangue freddo perché sanno che quella non è la fine, che dopo c’è qualcosa di meglio. Un mondo in cui possono parlare, un mondo dove le loro idee vengono ascoltate e sostenute, al punto da far diventare il loro credo una forma di Governo. Forse è proprio morendo nel mondo reale ed entrando a far parte dell’altro che il loro piano diventa efficace: entrando nella testa della gente, come Patti fa con Kevin, è più facile distruggere le famiglie, rovinare i rapporti umani a chi ancora crede che esistano.

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A rafforzare quest’idea, c’è il comportamento di Patti durante l’intera seconda stagione. Per tutto il tempo cerca di farci credere di non avere la più pallida idea di quello che sta succedendo. Eppure la vediamo mentire tante volte. Mente sulla Dipartita delle ragazze (Erika Murphy, Violet e Taylor). La vediamo mentire riguardo al tentato suicidio di Kevin. E questo perché? Perché se Kevin avesse scoperto cosa l’aveva portato a legarsi un mattone al piede e a buttarsi nel lago sarebbe anche risalito a Virgil, l’unica persona in grado di spiegargli come liberarsi di lei. E come ben sappiamo, se si muore nell’altro mondo si muore davvero, e per sempre. La missione di Patti, in questa realtà e nell’altra, è sempre la stessa: distruggere famiglie. Ed è proprio questo che fa con Kevin. La sua presenza costante rovina tutti i rapporti umani e i legami con le persone che ama. Gli fa credere di averlo visto tentare il suicidio, cerca di convincerlo continuamente che Jill starebbe meglio senza di lui e che Nora non lo ami davvero.

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Quando Kevin decide finalmente di prendere in mano la situazione e di intraprendere il viaggio dall’altra parte, vediamo Patti preoccupata per la prima volta, terrorizzata dall’idea di essere uccisa definitivamente.
Tuttavia, durante questo estenuante viaggio insieme, tra i due si è creato un legame emotivo fortissimo. Kevin, nel mondo dell’hotel, finisce per salvare la vita di Patti più volte. La prima, salvandola dalla piscina. La seconda, liberandola definitivamente da quello che era il suo demone più grande, Neil, l’uomo che ha reso la sua vita misera e non degna di essere vissuta, l’uomo che l’ha resa quella che è, e che continua a tormentarla anche dopo la morte. Kevin non ha ucciso Neil solo per confermare il suo ruolo di Assassino Internazionale, bensì per salvare la piccola Patti, che qui si spoglia di tutte le sue velleità per mostrare a Kevin quello che è realmente: una bambina sottomessa e maltrattata da qualcuno più forte di lei. Kevin la  libera dal suo demone e le dimostra in questo modo il suo amore. Per questo la scena finale è così straziante: in seguito all’uccisione di Neil, Patti si arrende e accetta che sia proprio Kevin a donarle la libertà ancora una volta.  Nella scena del pozzo sono come due amanti che hanno scoperto il proprio amore l’uno per l’altra troppo tardi, quando ormai non c’è più niente da fare. E forse, dopo quest’enorme gesto di amore da parte di quello che dovrebbe essere il suo avversario, per Patti non ha più senso continuare a portare avanti un credo che afferma proprio il contrario. Le sue certezze crollano: l’affetto esiste, la famiglia è importante e le persone possono ancora provare sentimenti, anche dopo la Grande Dipartita.

Ed è così che Patti abbandona per sempre la sua  missione. Se questa teoria fosse reale, ci sarebbero ancora tante domande a cui rispondere. Cosa ci faveva Wayne nell’hotel? Meg sta portando avanti il piano di Patti o sta agendo secondo la sua volontà? Cosa succederà ai Colpevoli Sopravvissuti ora che hanno perso il loro leader? Ora che Mary si è risvegliata avrà qualche ricordo della sua permanenza all’hotel? Speriamo di trovare le risposte a queste domande nella prossima serie, in uscita nel 2017. Nel frattempo continuiamo a studiarci gli episodi vecchi in cerca di indizi! 🙂 Fatemi sapere cosa pensate di questa teoria nei commenti.

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