The Leftovers – RECENSIONE 03×01 The Book Of Kevin

Ciao a tutti! Dopo mesi e mesi di attesa è finalmente iniziata la terza stagione di The Leftovers con un episodio pregno di misteri! Ecco le scene più importanti, i punti salienti e le domande che sono emerse nel corso della puntata:

– La scena iniziale – il prologo del nuovo episodio è assolutamente geniale. Questa volta non è l’età della pietra ad accoglierci nella nuova stagione, bensì il 1844. La scena di apertura, come quella della scorsa stagione, è molto significativa per la storia complessiva. Mostra infatti alcune inquadrature della Grande Delusione del movimento Millerite in riferimento a un periodo in cui si attendeva disperatamente il ritorno di Gesù. Il movimento dei Milleriti era fermamente convinto che  il 22 Ottobre 1844 Gesù Cristo sarebbe tornato sulla terra per purificarla da tutti i peccati. Tuttavia arrivò il 22 ottobre e non successe nulla. Da ciò si dedusse che gli eventi accaduti in quella data non si riferivano al ritorno di Gesù, ma che invece erano parte della sua opera di espiazione finale, che avrebbe quindi portato alla Seconda Venuta.

“Egli ascese al cielo e sedette alla destra del Padre. Ritornerà in gloria per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine”.

Questo evento storico è facilmente paragonabile all’Improvvisa Dipartita, che venne anch’essa inizialmente associata al Rapimento Biblico. (Nella Bibbia il Rapimento è il momento in cui i credenti devoti e privi di peccato vengono tolti dalla terra come gesto di liberazione e accolti in cielo da Gesù).

La genialità di questo prologo sta proprio nel paragone perfetto tra i Milleriti e i Colpevoli Sopravvissuti. Nei primi cinque minuti dell’episodio ci viene infatti mostrato in breve il percorso straziante di una devota credente, emozionata per il ritorno di Gesù Cristo e convinta di essere nelle grazie del Signore insieme alla sua famiglia. I giorni passano e non succede niente. Il sacerdote continua a cambiare la data del Rapimento perché tutte le date scelte in precedenza sembrano essere sbagliate. Tutti perdono la speranza, ma non la ragazza dai capelli rossi che, devota più che mai, continua ad aspettare l’arrivo di quest’evento, rimanendo in fine da sola, derisa dal villaggio e persino dalla sua famiglia.  Molto significativa anche la scelta dell’abito bianco, indossato dai fedeli per attendere il ritorno di Gesù Cristo, facendoci pensare ancora una volta ai Colpevoli Sopravvissuti e al loro costante attendere e cercare di coinvolgere più persone possibili, finendo inevitabilmente per rimanere soli e senza una famiglia.

– Miracle/Jarden: in seguito a questo breve prologo eccoci di nuovo a “casa”. Jarden ha un aspetto completamente diverso da come ce la ricordavamo. Sembra quasi di trovarsi davanti a un’altra città. Sono passati tre anni da quando i Colpevoli Sopravvissuti erano riusciti a entrare in città e ad appropriarsene e non ci è ben chiaro cosa sia successo successivamente. La grande differenza sta nel fatto che chiunque sembra poter attraversare il ponte, motivo per il quale la città è ancora in preda al caos nonostante siano passati tre anni. Per quanto riguarda Meg e Evie, ci viene mostrata una scena durante la quale il loro “quartier generale” viene attaccato da quelli che sembrano essere dei missili militari. Ma saranno davvero morte? E se lo sono, chi è stato a ucciderle? Il governo? La AFTEC? Non è da escludere la possibilità che siano stati gli stessi Colpevoli Sopravvissuti a organizzare l’attacco, poiché come ben sappiamo dagli eventi passati hanno sempre avuto la tendenza a sacrificare i propri membri per farli apparire come dei martiri e per attirare l’attenzione. Qualche scena più avanti infatti vedremo un gruppo di persone protestare contro l’ingiustizia subita da Evie e le sue amiche avvelenando l’acqua “speciale” del lago di Jarden. Insomma, non siamo ancora sicuri di cosa sia successo veramente, ma molto probabilmente incontreremo di nuovo Meg e Evie nel mondo dell’hotel. (click per saperne di più)

– Kevin: cosa gli sta succedendo? Sta cercando disperatamente di tornare nella dimensione dell’hotel? Sta cercando di uccidersi? O di provare a se stesso di non poter morire? Era successa la stessa cosa a David Burton, che aveva dichiarato di essere stato in un hotel e di non essere più in grado di morire (s02e03). A parte questa scena, nella quale ci vengono mostrate le sue insicurezze e le sue debolezze, quello che ci troviamo davanti per il resto dell’episodio è un nuovo Kevin che, tornato nel suo ruolo di Capo della polizia, sembra avere tutto sotto controllo. La sicurezza che la sua presenza sembra infondere nelle persone lo porterà infatti a essere considerato una sorta di “nuovo Messia” da parte di alcuni dei suoi amici più stretti. E qui passiamo al punto successivo.

– Matt Jamison sembra aver perso completamente la cognizione della realtà. La sua amata moglie è uscita miracolosamente dal coma dopo tre anni e ha dato alla luce un bambino (Noah, in italiano “Noè”. Ironico, considerando i continui riferimenti a una grande inondazione). Kevin è tornato dal mondo dei morti… due volte. Tantissime persone hanno ricominciato a frequentare la chiesa, al punto da non aver spazio sufficiente per accoglierle tutte. Tutti questi eventi miracolosi non fanno che fomentare lo spirito religioso e mistico di Matt, che crede di trovarsi davanti al nuovo Messia. Mi piange il cuore per il fatto che Mary voglia andarsene e lasciarlo da solo, dopo tutti gli anni spesi a prendersi cura di lei e ad amarla ogni giorno come il primo, nonostante tutto. Speriamo che Matt abbia torto, e che Mary non ricada in coma una volta oltrepassati i confini della città.. Per quanto ne sappiamo potrebbe succedere.  La cosa ancora più sconvolgente e totalmente inaspettata è la collaborazione tra Matt, Michael e John (assurdo) per scrivere “Il libro di Kevin”, una specie di nuovo “nuovo testamento” che racconta la vita di Kevin e le sue numerose resurrezioni.

– Cos’è successo a Lily? 🙁 E perché Nora ha un braccio rotto? Le due cose sono collegate? Dai pochi dialoghi tra Kevin e Jill non è chiaro cosa sia successo, se sia morta o se sia stata rapita. Il tono della conversazione sembra piuttosto rilassato e rende difficile prendere il considerazione l’idea che Lily sia morta. Quello che è terribile è che Nora abbia dovuto perdere un’altra figlia. Dopo tutto il dolore provato per la dipartita dei suoi bambini e dopo aver trovato la forza di ricominciare da capo, eccola di nuovo a guardare il figlio di Matt con un po’ di invidia e tristezza.

– Sarah. La scena finale dell’episodio è forse quella più scioccante  e destabilizzante. Chi è Sarah? È una versione futura di Nora? O è qualcuno che le assomiglia veramente molto? La scena è veramente ambientata nel futuro? È difficile spiegarne il motivo, ma la sensazione che ci troviamo davanti a qualcosa di più complesso di un semplice flashfoward è forte e difficile da ignorare. Inoltre, ad ogni salto avanti nel tempo siamo sempre stati avvertiti con le scritte “un anno dopo”/“tre anni dopo”, mentre non c’era niente che ci facesse pensare a un cambio di tempo. In ogni caso possiamo fare ben poco per comprendere la vera natura di questa scena senza avere ancora visto gli episodi successivi…

– Ultimo, ma non meno importante… Dean. Sapevamo che sarebbe tornato ed eravamo terribilmente emozionati a riguardo, ma… Cosa sta succedendo? In questo primo episodio Dean sembra aver perso completamente la ragione. Non che prima si comportasse da persona normale ed equilibrata, ma c’era qualcosa che lo faceva sembrare uno dei pochi a capire cosa stesse succedendo. In uno dei dialoghi più belli della prima stagione i gemelli Frost parlavano dei cani, di come fossero impazziti e tornati a essere primitivi in seguito all’Improvvisa Dipartita per colpa della loro incapacità di razionalizzare e di dare un senso alla scomparsa delle persone. E ora? Vogliamo veramente credere che i cani stiano assumendo sembianze umane? O che, viceversa, le persone si siano trasformate in cani? Questa teoria non ha alcun senso e stona con la spiritualità della serie. Nonostante ciò (e adesso sarò io a dire una cosa assurda) alla fine della seconda stagione avevo avuto la strana idea che l’uomo sul ponte potesse essere il cane di Kevin. Ai tempi si trattava solo di una sensazione, ma tutto questo parlare di cani che assumono sembianze umane per arrivare ai piani alti del governo mi ha fatto rivalutare la mia pazza teoria. 😛


In conclusione, penso che nel complesso l’episodio sia assolutamente geniale e, come al solito, pieno di spunti per nuove domande e teorie. È stato bellissimo ed emozionante rivedere queste persone dopo un anno e mezzo di attesa, e al contempo destabilizzante vedere come in soli tre anni le loro vite siano cambiate completamente. Jill non abita più con Kevin, Lily non c’è più, Tom e Laurie abitano a Jarden. Ognuno ha il suo ruolo e tutti lavorano insieme per mantenere la pace a Miracle: Kevin è tornato a essere il capo della polizia, Nora ha ripreso a lavorare per il DSD, Tom è un poliziotto, John è diventato un uomo di fede e aiuta le persone insieme a Laurie (vederli insieme è stranissimo!!). È bellissimo vedere che queste persone, dopo aver sofferto e vissuto in un mondo nuovo e pieno di insidie, si siano ritrovate insieme, pronte ad affrontare la vita e il dolore come una grande famiglia.

Articolo scritto da Giulia Francolino per il sito Non Solo Serie TV