The Leftovers – RECENSIONE 03×02 “Don’t Be Ridiculous”

Ciao a tutti! Ecco la mia recensione del secondo episodio della terza serie di The Leftovers, “Don’t Be Ridiculous”. Questa settimana ci troviamo davanti a un episodio stupendo ed emozionante sullo stile della prima stagione della serie. Ecco cos’è successo:

– Kevin: Non vediamo molto di Kevin in questo episodio, ma è sempre più forte l’idea che quello che fa con il sacchetto di plastica sia un vero e proprio rituale che compie ogni volta che si ritrova da solo in casa. È ancora poco chiaro se cerchi di soffocarsi per riuscire a provare di nuovo qualcosa (un po’ come faceva Nora nella prima stagione, quando pagava delle prostitute per spararle) o se cerchi di tornare nella dimensione dell’Hotel. Questa seconda opzione mi sembra un po’ più probabile. Ho anche avuto l’impressione che “Il libro di Kevin” abbia smesso di rappresentare una minaccia per lui, anzi, mi sembra abbastanza preoccupato di perdere l’unica copia esistente dandola a Nora.

– Matt: Mary se n’è andata e Matt sembra completamente perso senza sua moglie e suo figlio. Nelle prime due stagioni era meraviglioso vedere quanto fosse forte la sua fede: non c’era assolutamente niente in grado di mettere in dubbio quello in cui credeva, né la violenza né la mancanza di fede delle altre persone. Ma ora che Mary non è più con lui, lo vediamo andare contro a tutto quello che aveva predicato negli anni precedenti: in quest’episodio infatti, dopo aver passato anni a cercare di convincere le persone del fatto che Miracle è un posto speciale da cui nessuno può dipartire, lo vediamo intento ad aiutare la moglie dell’uomo sulla torre a convincere la gente di Jarden che suo marito è dipartito davanti ai suoi occhi, nonostante proprio Matt l’avesse aiutata a nascondere il cadavere per rendere la storia credibile. Forse è stato proprio vedere sua moglie attraversare i confini della città senza ripiombare in coma – come pensava che sarebbe successo – a mettere a dura prova la sua fede e tutto quello in cui aveva creduto negli ultimi anni. Ho trovato significativo anche il fatto che Matt perdesse sangue dal naso all’inizio dell’episodio. La sua malattia sarà tornata?

– L’uomo sulla torre: All’inizio dell’episodio assistiamo alla morte dell’uomo sulla torre. Sua moglie è Sandy, la donna che nel quinto episodio della seconda stagione aveva dato dei soldi a Matt per aiutarlo ad attraversare il ponte, e in cambio gli aveva chiesto di colpire un altro uomo sulla schiena urlando “Brian” (forse Brian è il nome dell’uomo sulla torre? Scopriremo mai il significato di quella scena?). Sandy non vuole che la gente sappia che suo marito è morto, e chiede a Matt di aiutarla a nascondere il corpo e a convincere le persone di Jarden che il marito è dipartito. Tutti sembrano crederle, nonostante la sua storia non stia in piedi. Proprio come Matt, Sandy non riesce ad accettare il fatto che suo marito se ne sia andato, e nel peggiore dei modi: con una morte “normale” dopo tutti quegli anni da solo sulla torre ad aspettare che Dio venisse a prenderlo e lo portasse con sé in Paradiso, senza neanche riuscire ad arrivare al “grande giorno”, per vedere se il mondo sarebbe davvero finito al settimo anniversario dell’Improvvisa Dipartita. Il suo è un misero tentativo di convincere se stessa e gli altri che suo marito abbia compiuto il suo destino e abbia finalmente raggiunto Dio in Paradiso… E chi meglio di Matt poteva aiutarla?

– Nora: Passiamo ora a parlare di questa persona meravigliosa. Ha sofferto tanto, ha perso tutta la sua famiglia e ne ha creata una nuova ricominciando da capo, e ora eccola qui, al punto di partenza. In questo bellissimo e terribile episodio scopriamo che Christine è tornata e ha portato Nora in tribunale per riavere sua figlia. Questo è un colpo di scena completamente inaspettato, che ci ha spiazzati e ci ha fatto provare lo stesso dolore che sentivamo nelle stagioni precedenti. Lily aiutava Nora a tenere insieme i mille pezzi della sua vita distrutta, era arrivata a salvarla proprio nel momento in cui ne aveva più bisogno. Non posso fare a meno di piangere ogni volta che rivedo la scena finale della prima stagione, dove Nora decide di scappare, di abbandonare tutto e tutti perché non c’è niente che possa aiutarla ad andare avanti e a colmare l’enorme vuoto lasciato dai suoi figli. Il suo mondo era cambiato in un secondo quando aveva trovato Lily: tutto era di nuovo possibile, l’idea di una nuova famiglia non era più così lontana e il futuro non faceva più così paura. Ecco perché perdere Lily significa fare un passo indietro: senza di lei Nora non è più una madre, e questo la porta a provare di nuovo quel dolore che aveva sepolto sotto la speranza di una nuova vita.

La scomparsa dei suoi figli torna a tormentarla e l’assenza di Lily non fa che peggiorare la situazione. La bellezza di questo secondo episodio sta proprio nella sua somiglianza con la prima stagione: torniamo indietro, insieme a Nora, a quando il dolore era insopportabile.

Nella seconda metà dell’episodio incontriamo Mark Linn Baker, l’attore della sitcom “Perfect Strangers” ancora devastato dalla dipartita dei suoi tre colleghi. L’avevamo già visto nella seconda stagione, quando Nora l’aveva trovato in Messico in seguito alla sua finta dipartita.

Proprio come lei, Mark non riesce ad accettare di essere stato l’unico a non sparire in un gruppo di quattro persone. Mark si mette in contatto con Nora per telefono e le chiede se vuole rivedere i suoi bambini. Dopo essersi dati appuntamento in un hotel, Mark le espone una nuova teoria, approvata anche dal CERN, riguardante le radiazioni LADR. Queste radiazioni sono le stesse trovate nei luoghi da cui sono sparite le persone il 14 ottobre 2011. In breve, si tratta di uno strumento capace di riprodurre queste radiazioni e di seguirne il percorso. Il trattamento consiste quindi nel bombardare di radiazioni le persone per mandarle nello stesso posto dove sono finiti i 140 milioni di dipartiti. A quanto pare sono 119 le persone, con un QI altissimo, ad aver acconsentito a sottoporsi a questo trattamento nella speranza di raggiungere i propri cari, anche costo di farsi incenerire. Come dimostrazione, Mark consegna a Nora una chiavetta contenente 119 video con le testimonianze di altretante persone da tutto il mondo, le quali dichiarano di sollevare la compagnia da ogni responsabilità in relazione alla propria morte. A pensarci bene né il QI elevato delle persone sottoposte all’”esperimento” né tanto meno i video sulla chiavetta rappresentano vere e proprie prove del fatto che le persone sottoposte al trattamento abbiano veramente raggiunto i propri cari, ovunque essi siano. Anche Nora sembra essere molto scettica a riguardo, anche se alla fine dell’episodio decide comunque di partire per l’Australia.

Mentre guarda i video sulla chiavetta Nora fuma per la prima volta, e indossa un accappatoio bianco. Inoltre è evidente che Nora sapeva in anticipo che avrebbe fumato in una stanza per non fumatori perché aveva in valigia un rotolo di alluminio per coprire i rilevatori di fumo. Sembra quasi che voglia alienarsi dalle pazzie del mondo, condividendo per qualche secondo il disprezzo per le persone e l’amore per il silenzio dei Colpevoli Sopravvissuti.

Molto intensa la scena in cui Nora incontra Erika. Qui l’atmosfera è molto diversa da quella dell’episodio “Fuggire o sparire” (Lens, s02e06), in cui le due donne erano apertamente ostili l’una verso l’altra pur senza mai mancarsi di rispetto, rispetto che ora si è trasformato in una profonda amicizia. Nora confida a Erika la verità su come si fosse rotta il braccio di proposito in modo che il gesso coprisse il tatuaggio che si era appena fatta fare. Tristissimo venire a sapere che Nora aveva voluto farsi scrivere sulla pelle il nome dei suoi figli, e che subito dopo aveva cambiato idea rendendosi conto che leggere quei nomi ogni giorno sarebbe stato per lei troppo doloroso. La reazione di Erika è dolcissima: lei è l’unica persona nella vita di Nora in grado di comprendere a fondo il suo dolore senza fare a gara a chi soffre di più. Per questo la scena successiva, quella del tappeto elastico, è così potente: vediamo due splendidi esseri umani che insieme si prendono una pausa dal dolore e dalla tristezza senza pensare, almeno per un attimo, alle sofferenze che la vita ha riservato loro.


Tornando a casa Nora sorprende Kevin mentre cerca di soffocarsi col sacchetto di plastica. Quando viveva ancora a Mapleton, Nora era ricorsa a un meccanismo simile per far fronte al senso di perdita: chiamava prostitute a casa sua e chiedeva loro di spararle al petto (indossando un giubbotto antiproiettile), un modo estremo per continuare a sentire, per non lasciare che col tempo il dolore scivolasse via. Forse è per questo che si mostra così calma e comprensiva con Kevin.
In questo episodio si verifica un altro fatto strano, per ora non ancora spiegato: Nora non riesce a far funzionare qualsiasi dispositivo elettronico, il monitor in aeroporto, il navigatore satellitare della sua auto e il distributore di biglietti in autostrada…

– La scena finale: Proprio come nel finale del primo episodio, gli ultimi dieci minuti del secondo hanno disorientato molti spettatori. È quasi certo che questa scena sia ambientata in Australia e nel presente. Infatti, all’inizio della scena l’uomo del meteo parla del settimo anniversario della Dipartita e per scherzo annuncia che sarebbero caduti sangue e locuste dal cielo. E poiché Kevin Garvey Sr. non sembra invecchiato dall’ultima volta che lo abbiamo visto, non dovrebbe trattarsi di un flash-forward. Quindi, presumendo che si tratti del presente, è possibile che qualcuno (forse Michael) abbia messo online “Il Libro di Kevin” e che le quattro donne l’abbiano letto e abbiano cominciato a considerare Kevin il nuovo Messia.

“Ed egli le guardò e sorrise, ma non ebbe da loro alcun cenno di risposta, così si strinse al petto la pietra e saltò nell’acqua”

Questa frase (citata da una delle donne) si riferisce chiaramente al momento in cui Kevin si getta nel lago di Miracle con una pietra al collo, ma in seguito a una scossa di terremoto il lago si prosciuga e lo salva.  È evidente che le quattro donne sanno molte cose di Kevin ma non che aspetto abbia, e scambiando per lui il suo malcapitato omonimo rapiscono e uccidono l’uomo sbagliato nel tentativo di verificare la sua immortalità. Quello che invece non è chiaro è se conoscano o meno K.G. Sr. o se sia una coincidenza che abbiano ucciso il presunto Kevin proprio davanti a casa sua (che tra l’altro è la stessa che vediamo nel trailer).

Ecco un paio di altre cose interessanti che ho notato nel corso dell’episodio:

  • La targa del furgone dell’altro Kevin è “666”.

  • La canzone usata per i titoli di apertura di questo episodio è la sigla di “Perfect Stranger”, la sitcom di Mark Linn Baker. Sentiamo una variazione della stessa canzone nella scena dove Nora va a trovare Lily. Ho trovato bellissima questa scelta proprio perché Nora e Lily sembrano essere due “perfette sconosciute” (perfect strangers)  😥
  • Il DSD sa qualcosa di Mark Linn Baker e della sua teoria sulle radiazioni LADR?

    “Ci va”
  • ***SPOILER*** Questa è una foto dal set uscita su internet mesi fa. Molti potrebbero considerarla uno spoiler, quindi se non volete vederla non procedete nella lettura. 🙂****** La foto rappresenta Kevin (vestito di bianco) e “l’altro Kevin”.  Il finto Kevin potrebbe essere finito nel mondo dell’hotel (dopo essere morto per mano delle quattro donne misteriose) e avere incontrato il nostro Kevin. Questa potrebbe essere la prova finale del fatto che Kevin tornerà nell’hotel e anche del fatto che la scena finale dell’episodio è davvero ambientata nel presente, e non nel futuro come dicono molti. (click per leggere l’articolo e vedere altre foto come questa)