The Leftovers -Il cast e i creatori rivelano 9 curiosità sulla seconda serie al Vulture Festival

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Durante le riprese della terza e ultima stagione di The Leftovers, il cast e i creatori hanno partecipato al Vulture Festival, durante il quale la famosa critica  televisiva Jen Chaney ha avuto modo di chiacchierare con Damon Lindelof, Tom Perrotta, Justin Theroux, Ann Dowd e Mimi Leader, produttrice esecutiva dello show.

Ecco le nove curiosità che sono emerse da questa chiacchierata:

  1. Il parco nazionale di Miracle faceva parte del piano degli autori fin dall’inizio. L’idea, seppure vaga, giunse a Lindelof e Perrotta durante le riprese della prima stagione. Inizialmente Miracle doveva essere una delle tante fermate del viaggio di Tom e Christine, ma con lo svilupparsi della storia i creatori si sono accorti che avrebbero dovuto dedicare molto più spazio al parco nazionale che ci ha fatto tanto sognare e penare nella seconda stagione.
  2. Durante la seconda stagione è stata girata la scena preferita di Ann Dowd… in assoluto. Nonostante lei non fosse presente, è rimasta affascinata dalla prima scena di Axis Mundi, definendola “la cosa più bella che abbia mai visto” e “un vero miracolo“. La scena è riuscita a sorprendere l’attrice al punto da affermare di non aver mai visto niente di più bello e inaspettato.
  3. Ann Dowd era veramente nervosa al pensiero di dover riprendere a parlare. Avendo passato un’intera stagione senza mai aprire bocca, l’attrice era terrorizzata al pensiero di dover cambiare il comportamento del suo personaggio.
  4. Erano tutti molto emozionati all’idea della scena col karaoke. A parte Justin. Damon Lindelof ha affermato di essersi innamorato dell’idea di Tom Perrotta, ma pensava che sarebbe stato impossibile convincere Justin Theroux a farlo. Per cercare di convincerlo, gli ha inviato subito un’email con scritto “sai cantare?” ricevendo come risposta “.…perché?”
  5. Le persone ferite lanciano pietre. Jen Chaney voleva assolutamente sapere il motivo per cui Nora, nell’episodio numero sei, tira una pietra alla finestra di Erika Murphy. “Le persone ferite feriscono le persone” ha risposto Damon Lindelof. Tom Perrotta ha anche aggiunto “Nora vuole solamente dire a Erika “io ho subito una perdita fuori dal comune, tu una perdita ordinaria“”
  6. Justin Theroux è finito al pronto soccorso. Durante le scene di lotta nell’episodio “International Assassin” Justin ha dovuto fare un viaggetto all’ospedale dopo essersi rotto il labbro e il naso.
  7. Quella tra Kevin e Patti è una vera e propria storia d’amore. Nonostante i loro trascorsi, Justin Theroux crede che Kevin e Patti tenessero veramente tanto l’uno all’altra. “Io  e Ann siamo d’accordo sul fatto che la loro sia una storia d’amore, in un certo senso. Ovviamente non in senso romantico, ma in qualche modo erano diventati l’uno la cosa più importante dell’altro“. Quando Justin ha chiesto a Damon se la storia tra Kevin e Patti fosse finita,  lui ha risposto “Non posso confermarti di aver già mostrato tutto quello che c’era da vedere di Ann, ma posso dirti che tutto questo ha uno scopo che ancora non si è capito“.
  8. Damon Lindelof ama le assurdità. Il pozzo dei desideri, la donna delle caverne, la sessione di karaoke al purgatorio… E gli attori sono assolutamente devoti alle sue idee. “Le mie assurdità  non funzionerebbero, se i miei attori non le approvassero
  9. Ci sarà un sacco di movimento nella terza stagione. “Non è mai stato uno show cliff hanger… ma piuttosto uno show su come si sentiranno queste persone dopo l’ennesimo evento?”

Articolo tradotto dal sito Watching The Leftovers.

The Leftovers – Bellissima intervista con Ann Dowd, Patti Levin

Eccovi una bellissima intervista ad Ann Dowd (nella serie interpreta Patti Levin). Nella sua lunga chiacchierata con Gold Derby, Ann rivela tutte le sensazioni provate durante le due stagioni di The Leftovers. Dalle sue parole trapela una grandissima stima per tutti i membri del cast, in particolare per Justin Theroux (Kevin Garvey), con il quale dice di avere una grandissima intesa intellettuale grazie alla quale le scene girate insieme nella prima e nella seconda serie (Cairo, ottavo episodio della prima stagione, e International Assassin, ottavo episodio della seconda stagione) hanno acquisito una connotazione quasi romantica. Il rapporto tra i due attori si è evoluto insieme al rapporto tra i due personaggi e il risultato di quest’intesa è quasi magico.

Nell’intervista emerge quanta passione questa grandissima attrice e donna abbia messo nell’interpretare un personaggio così nuovo e fuori dal comune, un personaggio che per un’intera stagione non dice neanche una parola e si esprime a sguardi e occhiate. Ann Dowd sembra essere entrata davvero nel personaggio, sembra capire e condividere le motivazioni che l’hanno spinta ad agire come ha agito nel corso del tempo, e nell’intento di spiegarle all’intervistatore spesso si riferisce a Patti come a se stessa.

Purtroppo il viaggio di Patti Levin all’interno di The Leftovers  finisce nella seconda stagione e non avremo il piacere di rivedere Ann sul set. Speriamo di ritrovarla almeno in qualche flashback, sarebbe una piacevolissima sorpresa. 🙂

Trovate il link all’intervista QUI.

The Leftovers – La terza serie sarà ambientata in Australia!

The Leftovers cambia location per la terza volta. La prima serie era ambientata a Mapleton, New York, e la seconda a Jarden, Texas. La terza e ultima serie riprenderà da dove eravamo rimasti, a Miracle, ma a quanto pare i personaggi si sposteranno ancora una volta per raggiungere l’Australia.

Perchè proprio l’Australia?” si chiederanno in molti. Dalla fine della seconda stagione sembrava che Miracle avesse ancora molti segreti da svelare al nostro Kevin. Eppure, come i più attenti di voi avranno sicuramente notato, nel corso della seconda stagione l’Australia viene nominata più volte.

  1. Nel primo episodio, Axis Mundi, Michael Murphy porta il pranzo all’uomo che vive sulla torre di Miracle, il quale gli chiede di spedire una lettera a Sidney, Australia, per un certo David Burton. (Nel terzo episodio, mentre Laurie guarda la televisione, si sente in sottofondo la voce del giornalista che parla di un certo David Burton, che dice di essersi risvegliato in una grotta in Australia, di essere stato in un hotel e di non riuscire a morire).Schermata 2016-06-01 alle 14.31.15
  2. Nel secondo episodio, Kevin riceve una visita inaspettata. Suo padre, finalmente uscito dal manicomio, gli rivela di aver scelto di trasferirsi a Perth, Australia. La motivazione? Perché ogni volta che guarda Mapleton riesce a vedere solo quello che non c’è più. Siamo sicuri che sia questo il vero motivo del suo trasferimento?Schermata 2016-06-01 alle 14.36.11.png
  3. Nell’ottavo episodio, International Assassin, Kevin Garvey riesce in qualche modo a mettersi in collegamento con suo padre tramite il televisore dell’hotel. Da quello che possiamo notare in questa scena, i due si trovano esattamente nella stessa stanza. Che la stanza dell’hotel a Perth dove si trova il padre di Kevin sia qualche modo collegata all’altro hotel? Dove si trova questo posto? Sappiamo con certezza che alla fine dell’episodio Kevin guida fino a Jarden, Texas. Che si tratti di una realtà dove le distanze non sono le stesse del mondo reale? O esiste davvero, come molte persone teorizzano, un collegamento tra l’Australia e Jarden?Schermata 2016-06-01 alle 14.38.55Schermata 2016-06-01 alle 14.39.27

In internet girano tante teorie sull’Australia. Alcuni dicono che la grotta che abbiamo visto nel primo episodio, dove la donna primitiva muore abbandonando suo figlio, funga da collegamento tra Miracle e Perth, o tra Miracle e ovunque si trovi il misterioso Hotel di International Assassin. Se avete altre teorie scrivetele nei commenti!

Quello che possiamo fare ora è aspettare con impazienza Ottobre e l’arrivo della tanto attesa terza (e ultima 🙁 ) serie.

 

Il Rapimento biblico, nella serie e nel libro

“Laurie Garvey non era stata educata per credere nel Rapimento. Non era stata educata per credere in niente, eccetto che nella follia di ogni fede. Siamo agnostici, diceva ai suoi figli quando erano piccoli e avevano bisogno di definirsi di fronte ai oro amici cattolici ed ebrei e unitariani. Non sappiamo se c’è un Dio, e nessun altro lo sa. La gente può anche andare a dire di saperlo, ma in realtà non ne sa niente.

La prima volta che aveva sentito parlare del Rapimento era matricola al college e frequentava un corso chiamato “Introduzione al mondo delle religioni”. Il fenomeno che il professore descrisse le sembrò un’assurdità: orde di cristiani che fluttuavano per aria sgusciando fuori dai loro vestiti, che si libravano attraversando i tetti delle loro case e delle automobili per andare incontro a Gesù in cielo, mentre gli altri restavano a guardare a bocca aperta chiedendosi dove fossero finite tutte le brave persone. La teologia rimaneva qualcosa di oscuro per lei […].
Negli anni seguenti le era capitato, di tanto in tanto, di imbattersi in qualcuno, in aeroporto o sul treno, intento a leggere uno dei libri della serie Left Behind, cosa che le aveva suscitato un moto di compassione, o persino di tenerezza, per quel povero incapace che non aveva di meglio da leggere e nient’altro da fare che starsene lì seduto a immaginare la fine del mondo.
E poi accadde. La profezia biblica si avviò, se non del tutto, almeno in parte. Le persone cominciarono a sparire, a milioni, tutte nello stesso momento e in tutto il mondo. non si trattava di un’antica diceria – un uomo defunto che tornava in vita ai tempi dell’Impero Romano – né di un’ammuffita leggenda casalinga come quella di Joseph Smith che dissotterra qualche tavola d’oro nel nord dello stato di New York, obbedendo alle istruzioni di un angelo. Era reale. il Rapimento era accaduto nella sua città, coinvolgendo, fra gli altri, la figlia della sua  migliore amica, proprio mentre Laurie si trovava a casa sua. L’irruzione di Dio nella sua vita non avrebbe potuto essere più chiara se Egli si fosse manifestato a lei parlandole da un’azalea rosso fuoco. O almeno è quello che chiunque avrebbe pensato. Eppure lei aveva cercato di negare l’evidenza per settimane e mesi da quell’evento, aggrappandosi ai suoi dubbi come a un salvagente facendo eco agli scienziati e agli esperti e ai politici che insistevano nel dire che la causa di ciò che chiamavano “l’improvvisa Dipartita” rimaneva sconosciuta. “E’ accaduto qualcosa di tragico “ continuavano a ripetere gli esperti. “Un fenomeno che può ricordare il Rapimento biblico, ma che non può essere definito tale”. Un particolare interessante: le voci che sostenevano tali argomentazioni con maggior veemenza erano proprio quelle dei cristiani, costretti a riconoscere che molte delle persone scomparse il 14 di ottobre – induisti e buddhisti e mussulmani ed ebrei e atei e animisti e omosessuali ed eschimesi e mormoni e zoroastriani e qualunque altra diavolo di cosa fossero – non avevano accettato Gesù Cristo come loro salvatore. Da quanto si poteva arguire, si trattava di una mietitura del tutto casuale e se c’era una cosa che il Rapimento non poteva essere era proprio quella.
Così era molto facile sentirsi confusi, alzare le mani e affermare di non sapere cosa stesse accadendo. Ma Laurie lo sapeva. Subito dopo l’accaduto, nel profondo del suo cuore, sapeva. Lei era rimasta. Tutti loro erano rimasti. Il fatto che dio non avesse attribuito alla religione l’onere delle Sue decisioni non contava; 

Questo è l’incipit del libro “The Leftovers” di Tom Perrotta. Nella Bibbia il Rapimento è il momento in cui i credenti vengono tolti dalla terra come gesto di liberazione e accolti in cielo da Gesù. Se i personaggi del libro e della serie possono avere il dubbio sul fatto che nel giorno della Dipartita sia veramente avvenuto il Rapimento descritto nella Bibbia, noi non possiamo averne. Nella Sigla della prima serie la grande sparizione è rappresentata affrescata all’interno della cupola di una chiesa. Nelle varie parti dell’affresco vediamo rappresentati  quelli che per la religione cristiana sono considerati peccatori (tra cui anche coppie omosessuali, un padre che picchia i suoi figli, un tradimento) e persone che invece non hanno commesso alcun peccato e ascendono lo stesso al cielo insieme a tutti gli altri.

Da questa compresenza di peccatori ed innocenti, possiamo capire già da subito che quello che accade in The Leftovers non è il Rapimento biblico, bensì “una mietitura casuale“, per usare le parole del personaggio di Laurie.
Troviamo un altro riferimento al Rapimento in una scena del Pilot, durante la parata per “La giornata degli Eroi” di Mapleton. Anche qui il reverendo Matt Jamison distribuisce volantini con le foto dei Dipartiti, cercando di far capire alla gente che l’Improvvisa Dipartita non ha niente a che vedere col Rapimento, poiché molti dei dipartiti erano peccatori in quanto violenti, adulteri, spacciatori, giocatori di azzardo o assassini.
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Perché siete qui? Non è stato il Rapimento! Non erano migliori di noi, ne ho le prove! “Picchiava i suoi bambini”! Vi dà l’impressione di una brava persona? Picchiava i suoi bambini! Non è stato il Rapimento!
Con questi simboli e queste affermazioni gli autori non stanno cercando di “smontare” o di mettere da parte la religione, sia nel libro che nella serie troviamo fortissimi riferimenti religiosi e spirituali, e lo stesso personaggio di Matt Jamison costituisce la prova del fatto che, nonostante l’Improvvisa Dipartita abbia niente a che vedere con il Rapimento, la fede è importante e non va abbandonata. Sarà proprio la fede a spingere il personaggio di Matt a non arrendersi alla vita come la maggior parte dei Leftovers, lo aiuterà a diventare un uomo migliore e sempre pronto ad aiutare e perdonare il prossimo.
Per vedere il video degli opening credits della prima stagione cliccate qui.

(ri)GUARDIAMO THE LEFTOVERS INSIEME!

aca79a18330865.562d07a981662Ciao a tutti!

Vorrei dedicare il mio primo post a quella che attualmente è la mia serie tv preferita. Sto parlando di The Leftovers, serie scritta da Damon Lindelof, creatore di Lost insieme a Carlton Cuse, e basata sull’omonimo libro di Tom Perrotta.

In caso non abbiate ancora guardato questa meravigliosa serie, ecco un breve riassunto della trama: il 14 ottobre del 2011 centoquaranta milioni di persone spariscono nel nulla, il 2% della popolazione mondiale se ne va per sempre e nessuno riesce a capire perché. La serie è infatti costruita sulle vite di coloro che sono rimasti, su come affrontano questa perdita ambigua, sulla ricerca del perché e del come sia successo qualcosa che nessuno si sarebbe mai immaginato potesse succedere. Alcuni hanno assistito direttamente alla Dipartita (è così che gli autori si riferiscono a quello che è successo), altri hanno perso figli, amanti, amici, svaniti nel nulla proprio davanti ai loro occhi, o mentre gli tenevano la mano.

Il titolo originale del libro e della serie è “The Leftovers”, ovvero “coloro che sono rimasti”. In italiano, entrambi i titoli sono stati tradotti in “Svaniti nel nulla”, suscitando nel pubblico domande e quesiti sbagliati. Quello che credo gli autori vogliano far capire al pubblico è che questa serie non è stata pensata per essere il tipico film soprannaturale nel quale bisogna soffermarsi a pensare cosa sia successo ai Dipartiti, coloro che sono svaniti, al come sia potuto succedere, bensì al perché, a come una persona normale come me o come voi affronterebbe un evento così inaspettato al quale l’uomo non è capace di dare un senso o una motivazione. Quello che è successo è successo, e non si può cambiare. I Dipartiti non torneranno. La domanda che devi porti guardando questa serie è: come reagiresti TU che sei rimasto, se tuo marito e i tuoi figli si dissolvessero nell’aria in un momento che sembrava normale? O magari mentre state litigando, o mentre li stai rimproverando per una sciocchezza? Cercheresti di dare la colpa a qualcuno? Cercheresti conforto nella religione o in qualche impostore che dice di sapere cos’è successo? I più religiosi penserebbero al Rapimento Biblico e si dannerebbero per capire perché Dio non li ha scelti. Ma in ognuno di questi casi, anche il più devoto e convinto fedele rimarrebbe con un grande vuoto dentro di sé.. Il vuoto che si crea quando succede qualcosa a cui non sai dare una risposta, e su cui non sai neanche porti le giuste domande.

Questo viene spiegato in una scena del Pilot, nella quale Jill e i suoi amici stanno seppellendo uno dei tanti cani che sono tornati allo stato primitivo dopo avere assistito alla Grande Dipartita.

“Mio padre non sparerebbe mai a un cane”

“Beh, a meno che Dudley, qui, non sia uno dei cani impazziti il 14 Ottobre. Dicono che ce n’è un intero branco nel bosco, dietro all’Ospedale Statale.”

“Sono solo stronzate, leggende metropolitane. Voglio dire, conosco un sacco di gente con un cane, e nessuno di loro è scappato.”

“No, no, no, non tutti, solo quelli che hanno assistito, sai.. che erano proprio lì, quando tutti sono… puf! Spariti. I cani sono solo animali, non sono come noi, che cerchiamo di razionalizzare tutto, di dare un senso a stronzate che non ne hanno. Loro vedono una cosa del genere e impazziscono. Da quel momento va tutto all’aria. Non inseguono più i bastoncini, non si leccano più le palle. Tornano ad essere primitivi, selvaggi. E succederà così anche a noi. Ci vuole solo un po’ più di tempo.”

Da questo dialogo trapela il dolore e il senso di smarrimento di chi non ha assistito direttamente alla Grande Dipartita, ma ne ha comunque subito la conseguenza più grande: quella di vivere in un mondo le cui leggi non sono più le stesse, un mondo in cui potresti perdere chiunque e in qualunque momento. Un mondo in cui devi cercare con tutte le forze di aggrapparti a qualcosa, che sia la religione o un tuo credo personale, per cercare disperatamente di non fare la stessa fine di quei cani.

Come LOST, anche The Leftovers dà tantissimi spunti di pensiero agli appassionati di cinema e di serie tv. Se amate scavare a fondo nelle storie e analizzare le singole scene a caccia di particolari minuscoli ma ricchi di significato, questa è la serie giusta! Alla prima visione è facile rimanere affascinati dalla storia e dai personaggi, ma se provate a riguardarlo e a prestare attenzione ai particolari non rimarrete certo delusi!

Nei prossimi post parlerò di quelli che per me sono i Segreti e i significati nascosti della serie, quelli che solo pochi affezionati sono riusciti a notare, e grazie ai quali l’intera storia assume sfumature e significati diversi e magnifici.

Se ancora non si fosse capito, consiglio vivamente di vedere questa bellissima serie a cui non manca niente: dai personaggi strepitosi  e misteriosi agli argomenti che ti fanno pensare, dalla simbologia religiosa (e non) alla meravigliosa colonna sonora di Max Richter. Per non parlare del Pilot di una potenza fenomenale. Ti tiene incollato allo schermo per 40 minuti interi, e già nei primi cinque ti ritrovi completamente immerso in questa tragica e ambigua vicenda nella quale non puoi non immedesimarti e che ti colpisce al cuore come un proiettile.

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Eccovi ora alcune informazioni sul cast principale:

Justin Theroux, che interpreta Kevin Garvey, capo della polizia di Mapleton e padre di due figli. La sua missione è quella di cercare di tenere insieme la sua famiglia, che sembra andare in pezzi in seguito alla Dipartita.

Amy Brenneman, che interpreta Laurie Garvey, moglie di Kevin. In seguito alla Grande Dipartita ha lasciato la sua famiglia per unirsi a una misteriosa setta chiamata “I Colpevoli Sopravvissuti”.

Christopher Eccleston, che interpreta Matt Jamison, reverendo della chiesa di Mapleton. La sua missione è quella di far capire ai fedeli della sua chiesa e alle altre persone che la Grande Dipartita non ha niente a che vedere con il Rapimento Biblico, poiché molti dei Dipartiti erano dei peccatori.

Liv Tyler, che interpreta Megan Abbott, una donna che rinuncia al suo matrimonio per unirsi ai Colpevoli Sopravvissuti.

Chris Zylka, che interpreta Tom Garvey, figli di Kevin e Laurie. Ha abbandonato la sua famiglia in seguito alla Dipartita per seguire un uomo chiamato “il Santo Wayne”.

Margaret Qualley, che interpreta Jill Garvey, figlia di Kevin e Laurie.

Carrie Coon, che interpreta Nora Durst, l’unica persona a Mapleton ad aver perso l’intera famiglia nella Grande Dipartita.

Ann Dowd, che interpreta Patti Levin, capo della misteriosa setta dei “Colpevoli Sopravvissuti”.

Nel cast sono presenti anche  Emily Meade, Michael Gaston, Max e Charlie Carver, Janel Moloney e Scott Glenn.

Spero di avervi invogliato a iniziare questa fantastica serie, o se l’avete già fatto a riguardarla seguendo i miei consigli e suggerimenti! 🙂

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