The Leftovers – Riguardiamo il Pilot

Il Pilot di The Leftovers inizia con quella che per me è una delle scene più forti della storia della televisione. Ci troviamo in una lavanderia a gettoni. Una ragazza, visibilmente stanca e di fretta, si accinge a far funzionare una delle tante lavatrici mentre contemporaneamente cerca di fare una conversazione al telefono e di calmare suo figlio, Sam, che piange ininterrottamente come se qualcosa lo turbasse. La scena dura qualche minuto, il bambino continua a piangere disperatamente, e la ragazza sembra stremata non tanto dalla situazione, ma dalla sua nuova vita frenetica di madre. Ora siamo in un parcheggio, e la conversazione telefonica continua nonostante le urla del piccolo Sam, che per un secondo smette di piangere e volge gli occhi al cielo, come se avesse visto qualcosa arrivare. Poi all’improvviso il silenzio. La madre si gira e suo figlio non c’è più. Il seggiolino dell’auto è vuoto e intorno a lei iniziano a suonare allarmi di ogni tipo. La gente urla, ci sono carrelli della spesa accompagnati da nessuno che scivolano per la strada e macchine senza guidatore che si schiantano causando incidenti. Un bambino urla, dice di aver perso suo padre. Frasi come “era proprio qui” e “dove sei finito” rieccheggiano nell’aria insieme alle urla disperate della madre, ancora ignara dell’accaduto.

Nella scena successiva ci ritroviamo avanti nel tempo di tre anni. Kevin, il nostro protagonista, sta facendo jogging mentre ascolta la radio. Dal programma radiofonico che sta seguendo, possiamo subito capire che lo strano evento verificatosi nella scena precedente ha avuto un impatto molto maggiore di quello che si poteva credere. Tre anni dopo, la gente parla ancora alla radio della Grande Sparizione, che non si è verificata solamente in quel piccolo parcheggio, ma in tutto il mondo.

“Ciò di cui non ci si rende conto è: il 2% non è un dato sconvolgente. E’ solo una persona su cinquanta, nel mondo. Statisticamente parlando, in un match di football nessun giocatore sparirebbe. Le possibilità di perdere un familiare sono esigue. Ora, se esaminiamo le vittime delle epidemie, il vaiolo ha decimato del 95% la popolazione americana.”

Questo è quello che dice lo speaker radiofonico, un discorso quasi rassicurante, se non fosse che quello che udiamo dire in sottofondo da un’altra voce rappresenta una vera tragedia.

“Iran 2,47 milioni. Turchia 1,55 milioni. Germania 1,71 milioni. Egitto 1,73 milioni. Vietnam 1,85 milioni. Etiopia 1,9 milioni. Filippine 2,25 milioni. Messico 2,27 milioni. Giappone 2,52 milioni. Russia, 2,81 milioni. Bangladesh 3,06 milioni. Nigeria 3,51 milioni. Brasile 4,02. Pakistan 4,17 milioni. Indonesia 4,06 milioni. India 23,21 milioni. Cina 27, 81 milioni.”

Questi sono i numeri delle persone scomparse in ogni singola parte del mondo. 140 milioni di persone sono svenite nel nulla e tre anni dopo la gente non ha ancora fatto nessun passo avanti nel capire cosa sia successo.

Nel corso dell’episodio vengono introdotti quasi tutti i personaggi principali. Vediamo quindi cosa succede a ognuno di loro:


→ Kevin

La scena continua e durante la sua corsa incontra un cane. Gli fa gesto di avvicinarsi, assicurandogli di non fargli del male, ma in lontananza si sente uno sparo e in meno di mezzo secondo il cane è morto. Uno strano individuo con un fucile risale sul suo furgone nero e scappa. Più tardi, vedremo Kevin recarsi all’indirizzo inciso sulla targetta del cane, Dudley, per riportare il corpo ai suoi padroni. Nell’avvicinarsi all’abitazione Kevin vede un cervo. L’animale rimane immobile nel giardino dell’abitazione e lo guarda negli occhi. Kevin non sembra sorpreso.

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The Leftovers – il cast alla conferenza #FYC

Oggi, martedì 7 giugno 2016, il cast di The Leftovers si è riunito alla discussione FYC presso la Television Academy. Ecco le foto 🙂

The Leftovers -Il cast e i creatori rivelano 9 curiosità sulla seconda serie al Vulture Festival

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Durante le riprese della terza e ultima stagione di The Leftovers, il cast e i creatori hanno partecipato al Vulture Festival, durante il quale la famosa critica  televisiva Jen Chaney ha avuto modo di chiacchierare con Damon Lindelof, Tom Perrotta, Justin Theroux, Ann Dowd e Mimi Leader, produttrice esecutiva dello show.

Ecco le nove curiosità che sono emerse da questa chiacchierata:

  1. Il parco nazionale di Miracle faceva parte del piano degli autori fin dall’inizio. L’idea, seppure vaga, giunse a Lindelof e Perrotta durante le riprese della prima stagione. Inizialmente Miracle doveva essere una delle tante fermate del viaggio di Tom e Christine, ma con lo svilupparsi della storia i creatori si sono accorti che avrebbero dovuto dedicare molto più spazio al parco nazionale che ci ha fatto tanto sognare e penare nella seconda stagione.
  2. Durante la seconda stagione è stata girata la scena preferita di Ann Dowd… in assoluto. Nonostante lei non fosse presente, è rimasta affascinata dalla prima scena di Axis Mundi, definendola “la cosa più bella che abbia mai visto” e “un vero miracolo“. La scena è riuscita a sorprendere l’attrice al punto da affermare di non aver mai visto niente di più bello e inaspettato.
  3. Ann Dowd era veramente nervosa al pensiero di dover riprendere a parlare. Avendo passato un’intera stagione senza mai aprire bocca, l’attrice era terrorizzata al pensiero di dover cambiare il comportamento del suo personaggio.
  4. Erano tutti molto emozionati all’idea della scena col karaoke. A parte Justin. Damon Lindelof ha affermato di essersi innamorato dell’idea di Tom Perrotta, ma pensava che sarebbe stato impossibile convincere Justin Theroux a farlo. Per cercare di convincerlo, gli ha inviato subito un’email con scritto “sai cantare?” ricevendo come risposta “.…perché?”
  5. Le persone ferite lanciano pietre. Jen Chaney voleva assolutamente sapere il motivo per cui Nora, nell’episodio numero sei, tira una pietra alla finestra di Erika Murphy. “Le persone ferite feriscono le persone” ha risposto Damon Lindelof. Tom Perrotta ha anche aggiunto “Nora vuole solamente dire a Erika “io ho subito una perdita fuori dal comune, tu una perdita ordinaria“”
  6. Justin Theroux è finito al pronto soccorso. Durante le scene di lotta nell’episodio “International Assassin” Justin ha dovuto fare un viaggetto all’ospedale dopo essersi rotto il labbro e il naso.
  7. Quella tra Kevin e Patti è una vera e propria storia d’amore. Nonostante i loro trascorsi, Justin Theroux crede che Kevin e Patti tenessero veramente tanto l’uno all’altra. “Io  e Ann siamo d’accordo sul fatto che la loro sia una storia d’amore, in un certo senso. Ovviamente non in senso romantico, ma in qualche modo erano diventati l’uno la cosa più importante dell’altro“. Quando Justin ha chiesto a Damon se la storia tra Kevin e Patti fosse finita,  lui ha risposto “Non posso confermarti di aver già mostrato tutto quello che c’era da vedere di Ann, ma posso dirti che tutto questo ha uno scopo che ancora non si è capito“.
  8. Damon Lindelof ama le assurdità. Il pozzo dei desideri, la donna delle caverne, la sessione di karaoke al purgatorio… E gli attori sono assolutamente devoti alle sue idee. “Le mie assurdità  non funzionerebbero, se i miei attori non le approvassero
  9. Ci sarà un sacco di movimento nella terza stagione. “Non è mai stato uno show cliff hanger… ma piuttosto uno show su come si sentiranno queste persone dopo l’ennesimo evento?”

Articolo tradotto dal sito Watching The Leftovers.

The Leftovers – La terza serie sarà ambientata in Australia!

The Leftovers cambia location per la terza volta. La prima serie era ambientata a Mapleton, New York, e la seconda a Jarden, Texas. La terza e ultima serie riprenderà da dove eravamo rimasti, a Miracle, ma a quanto pare i personaggi si sposteranno ancora una volta per raggiungere l’Australia.

Perchè proprio l’Australia?” si chiederanno in molti. Dalla fine della seconda stagione sembrava che Miracle avesse ancora molti segreti da svelare al nostro Kevin. Eppure, come i più attenti di voi avranno sicuramente notato, nel corso della seconda stagione l’Australia viene nominata più volte.

  1. Nel primo episodio, Axis Mundi, Michael Murphy porta il pranzo all’uomo che vive sulla torre di Miracle, il quale gli chiede di spedire una lettera a Sidney, Australia, per un certo David Burton. (Nel terzo episodio, mentre Laurie guarda la televisione, si sente in sottofondo la voce del giornalista che parla di un certo David Burton, che dice di essersi risvegliato in una grotta in Australia, di essere stato in un hotel e di non riuscire a morire).Schermata 2016-06-01 alle 14.31.15
  2. Nel secondo episodio, Kevin riceve una visita inaspettata. Suo padre, finalmente uscito dal manicomio, gli rivela di aver scelto di trasferirsi a Perth, Australia. La motivazione? Perché ogni volta che guarda Mapleton riesce a vedere solo quello che non c’è più. Siamo sicuri che sia questo il vero motivo del suo trasferimento?Schermata 2016-06-01 alle 14.36.11.png
  3. Nell’ottavo episodio, International Assassin, Kevin Garvey riesce in qualche modo a mettersi in collegamento con suo padre tramite il televisore dell’hotel. Da quello che possiamo notare in questa scena, i due si trovano esattamente nella stessa stanza. Che la stanza dell’hotel a Perth dove si trova il padre di Kevin sia qualche modo collegata all’altro hotel? Dove si trova questo posto? Sappiamo con certezza che alla fine dell’episodio Kevin guida fino a Jarden, Texas. Che si tratti di una realtà dove le distanze non sono le stesse del mondo reale? O esiste davvero, come molte persone teorizzano, un collegamento tra l’Australia e Jarden?Schermata 2016-06-01 alle 14.38.55Schermata 2016-06-01 alle 14.39.27

In internet girano tante teorie sull’Australia. Alcuni dicono che la grotta che abbiamo visto nel primo episodio, dove la donna primitiva muore abbandonando suo figlio, funga da collegamento tra Miracle e Perth, o tra Miracle e ovunque si trovi il misterioso Hotel di International Assassin. Se avete altre teorie scrivetele nei commenti!

Quello che possiamo fare ora è aspettare con impazienza Ottobre e l’arrivo della tanto attesa terza (e ultima 🙁 ) serie.

 

Il Rapimento biblico, nella serie e nel libro

“Laurie Garvey non era stata educata per credere nel Rapimento. Non era stata educata per credere in niente, eccetto che nella follia di ogni fede. Siamo agnostici, diceva ai suoi figli quando erano piccoli e avevano bisogno di definirsi di fronte ai oro amici cattolici ed ebrei e unitariani. Non sappiamo se c’è un Dio, e nessun altro lo sa. La gente può anche andare a dire di saperlo, ma in realtà non ne sa niente.

La prima volta che aveva sentito parlare del Rapimento era matricola al college e frequentava un corso chiamato “Introduzione al mondo delle religioni”. Il fenomeno che il professore descrisse le sembrò un’assurdità: orde di cristiani che fluttuavano per aria sgusciando fuori dai loro vestiti, che si libravano attraversando i tetti delle loro case e delle automobili per andare incontro a Gesù in cielo, mentre gli altri restavano a guardare a bocca aperta chiedendosi dove fossero finite tutte le brave persone. La teologia rimaneva qualcosa di oscuro per lei […].
Negli anni seguenti le era capitato, di tanto in tanto, di imbattersi in qualcuno, in aeroporto o sul treno, intento a leggere uno dei libri della serie Left Behind, cosa che le aveva suscitato un moto di compassione, o persino di tenerezza, per quel povero incapace che non aveva di meglio da leggere e nient’altro da fare che starsene lì seduto a immaginare la fine del mondo.
E poi accadde. La profezia biblica si avviò, se non del tutto, almeno in parte. Le persone cominciarono a sparire, a milioni, tutte nello stesso momento e in tutto il mondo. non si trattava di un’antica diceria – un uomo defunto che tornava in vita ai tempi dell’Impero Romano – né di un’ammuffita leggenda casalinga come quella di Joseph Smith che dissotterra qualche tavola d’oro nel nord dello stato di New York, obbedendo alle istruzioni di un angelo. Era reale. il Rapimento era accaduto nella sua città, coinvolgendo, fra gli altri, la figlia della sua  migliore amica, proprio mentre Laurie si trovava a casa sua. L’irruzione di Dio nella sua vita non avrebbe potuto essere più chiara se Egli si fosse manifestato a lei parlandole da un’azalea rosso fuoco. O almeno è quello che chiunque avrebbe pensato. Eppure lei aveva cercato di negare l’evidenza per settimane e mesi da quell’evento, aggrappandosi ai suoi dubbi come a un salvagente facendo eco agli scienziati e agli esperti e ai politici che insistevano nel dire che la causa di ciò che chiamavano “l’improvvisa Dipartita” rimaneva sconosciuta. “E’ accaduto qualcosa di tragico “ continuavano a ripetere gli esperti. “Un fenomeno che può ricordare il Rapimento biblico, ma che non può essere definito tale”. Un particolare interessante: le voci che sostenevano tali argomentazioni con maggior veemenza erano proprio quelle dei cristiani, costretti a riconoscere che molte delle persone scomparse il 14 di ottobre – induisti e buddhisti e mussulmani ed ebrei e atei e animisti e omosessuali ed eschimesi e mormoni e zoroastriani e qualunque altra diavolo di cosa fossero – non avevano accettato Gesù Cristo come loro salvatore. Da quanto si poteva arguire, si trattava di una mietitura del tutto casuale e se c’era una cosa che il Rapimento non poteva essere era proprio quella.
Così era molto facile sentirsi confusi, alzare le mani e affermare di non sapere cosa stesse accadendo. Ma Laurie lo sapeva. Subito dopo l’accaduto, nel profondo del suo cuore, sapeva. Lei era rimasta. Tutti loro erano rimasti. Il fatto che dio non avesse attribuito alla religione l’onere delle Sue decisioni non contava; 

Questo è l’incipit del libro “The Leftovers” di Tom Perrotta. Nella Bibbia il Rapimento è il momento in cui i credenti vengono tolti dalla terra come gesto di liberazione e accolti in cielo da Gesù. Se i personaggi del libro e della serie possono avere il dubbio sul fatto che nel giorno della Dipartita sia veramente avvenuto il Rapimento descritto nella Bibbia, noi non possiamo averne. Nella Sigla della prima serie la grande sparizione è rappresentata affrescata all’interno della cupola di una chiesa. Nelle varie parti dell’affresco vediamo rappresentati  quelli che per la religione cristiana sono considerati peccatori (tra cui anche coppie omosessuali, un padre che picchia i suoi figli, un tradimento) e persone che invece non hanno commesso alcun peccato e ascendono lo stesso al cielo insieme a tutti gli altri.

Da questa compresenza di peccatori ed innocenti, possiamo capire già da subito che quello che accade in The Leftovers non è il Rapimento biblico, bensì “una mietitura casuale“, per usare le parole del personaggio di Laurie.
Troviamo un altro riferimento al Rapimento in una scena del Pilot, durante la parata per “La giornata degli Eroi” di Mapleton. Anche qui il reverendo Matt Jamison distribuisce volantini con le foto dei Dipartiti, cercando di far capire alla gente che l’Improvvisa Dipartita non ha niente a che vedere col Rapimento, poiché molti dei dipartiti erano peccatori in quanto violenti, adulteri, spacciatori, giocatori di azzardo o assassini.
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Perché siete qui? Non è stato il Rapimento! Non erano migliori di noi, ne ho le prove! “Picchiava i suoi bambini”! Vi dà l’impressione di una brava persona? Picchiava i suoi bambini! Non è stato il Rapimento!
Con questi simboli e queste affermazioni gli autori non stanno cercando di “smontare” o di mettere da parte la religione, sia nel libro che nella serie troviamo fortissimi riferimenti religiosi e spirituali, e lo stesso personaggio di Matt Jamison costituisce la prova del fatto che, nonostante l’Improvvisa Dipartita abbia niente a che vedere con il Rapimento, la fede è importante e non va abbandonata. Sarà proprio la fede a spingere il personaggio di Matt a non arrendersi alla vita come la maggior parte dei Leftovers, lo aiuterà a diventare un uomo migliore e sempre pronto ad aiutare e perdonare il prossimo.
Per vedere il video degli opening credits della prima stagione cliccate qui.