The Leftovers – Lily è la chiave di tutto

Buongiorno a tutti! Ogni volta che ricomincio a guardare The Leftovers penso di essere arrivata al punto di aver capito tutto e di non aver più niente per cui sorprendermi e invece puntalmente trovo piccoli e nuovi dettagli che arricchiscono ancora di più la misteriosa storia di questa serie.

Questa volta ho cercato di concentrare la mia attenzione sui personaggi di Wayne e Lily. Durante la seconda stagione tendiamo a concentrarci su Kevin e sui suoi problemi con Nora, Patti e il misterioso mondo dell’hotel, cosa giusta e sacrosanta, visto che rappresenta forse quella che è la storyline principale. Quello che ho trovato sorprendente al mio ormai settimo rewatch è il ruolo di questi due personaggi che sembrano restare silenti per l’intera durata della seconda stagione, quasi in attesa di tornare a essere i protagonisti negli episodi futuri. Se spostiamo l’attenzione da Kevin a Lily infatti, possiamo vedere che il suo ruolo è tutt’altro che secondario all’interno della storyline della seconda stagione, anzi, potrebbe addirittura essere la chiave di tutti i misteri a cui ancora non riusciamo ad attribuire un significato. Per comprendere a pieno la natura di Lily dobbiamo tornare a Wayne e a tutto ciò che lo riguarda.

Il personaggio di Wayne ci viene introdotto nella prima stagione. Di lui sappiamo poco: il suo nome, Wayne Henry Gilchrest, e il suo potere di guarire con gli abbracci. Quello che rende la sua storia ancora più misteriosa è la sua particolare predilezione per le ragazze asiatiche. A metà della prima stagione infatti, scopriamo che Christine non è l’unica ragazza asiatica a essere incinta di suo figlio: al momento della consegna dei soldi Tom scopre che il destinatario è un altro ragazzo come lui al quale è stata affidata la protezione di un’altra ragazza asiatica incinta. Non abbiamo la certezza matematica che esitano altre coppie di personaggi simili, ma il buon senso ci porta a pensare che Wayne abbia messo incinta più di una ragazza e che le abbia affidate di conseguenza ad altri suoi seguaci come Tom. La domanda che tutti si sono posti fin dall’inizio è “perché solo asiatiche?”. A questo punto della storia, penso che questo sia il modo di Wayne di sviarci, spostando la nostra attenzione sulle ragazze e spingendoci a porci quindi la domanda sbagliata. Continue reading “The Leftovers – Lily è la chiave di tutto”

The OA TEORIA – la storia di Prairie è un’invenzione?

Ciao a tutti! Nel giro di pochi giorni sono riuscita a guardare due volte The OA, la nuova e bellissima serie Netflix uscita il 16 dicembre 2016. Riguardandolo la seconda volta non ho potuto fare a meno di notare un numero infinito di dettagli che mi hanno fatto cambiare completamente idea sul finale e sul suo significato. Alla prima visione pensavo che fosse tutto chiaro: Prairie è un angelo e ha una missione, quella di salvare gli altri angeli prigionieri di Hap. Quello che però aveva insospettito me e molti altri era il ritrovamento di una scatola piena di libri di cui uno di Omero (in inglese Homer) e altri sull’oligarchia russa, sulle esperienze pre morte (EPM) e sugli angeli. E se Prairie avesse mentito fin dall’inizio? Se quello che ha raccontato con tanta passione alle cinque persone che ha scelto non fosse altro che una storia inventata per raggiungere un obiettivo? Ci sono tante cose che mi hanno fatto pensare a questo.

  1. “Prairie. Questo non è il tuo nome”. All’inizio della serie la protagonista continua a ripetersi questa frase, facendosi chiamare dagli altri “il PA” (il Primo Angelo, in inglese “The OA”, The Original Angel). E se si trattasse davvero di un angelo intrappolato nel corpo di quella che prima era una ragazza/bambina normale? Forse Prairie è davvero morta quando era piccola, e al momento della sua morte un angelo, il Primo Angelo, è entrato nel suo corpo con una missione da compiere. Una missione che si porterà dietro per anni e che necessita di un piano molto articolato per essere portata a termine.
  2. Prairie era davvero cieca? Già alla prima visione mi è sembrato strano che, al suo ritorno a casa dopo essere stata tenuta prigioniera per sette anni, si concentrasse con parecchio interesse su un volantino appeso al muro della sua camera. Nella scena sembrava proprio intenta a leggerlo, e successivamente, quando cerca in tutti i modi di far funzionare il WiFi, la vediamo chiaramente intenta a cercare la password prima all’interno di un diario e poi tra alcuni foglietti appesi su una bacheca.

    Noi sappiamo che secondo la sua storia, l’incidente che l’aveva portata alla cecità era avvenuto all’età di circa 4-5 anni, prima dei quali non poteva avere imparato a leggere con sicurezza come farebbe un adulto o un bambino più grande. E sempre secondo il suo racconto, sappiamo che Prairie riacquista la vista all’età di 30 anni, durante il suo periodo di prigionia.  Nelle ultime scene, la maggior parte degli spettatori si è insospettita alla visione di alcuni libri che Prairie teneva nascosti sotto il letto, contenenti chiari riferimenti e similitudini con la sua storia. Ma come avrebbe fatto a inventarsi una storia così articolata basandosi su libri che non sarebbe mai stata in grado di leggere? Inoltre, lo scambio di battute tra Prairie e Kathun al momento della sua seconda EPM mi ha insospettita ancora di più…
  3. Mi ha insospettita il fatto che il padre di Nina/Prairie possedesse una miniera e che fosse proprio una vecchia miniera il luogo in cui lei e i suoi compagni venissero tenuti prigionieri. Continue reading “The OA TEORIA – la storia di Prairie è un’invenzione?”

Black Mirror – Tutti gli easter eggs e le connessioni tra i vari episodi! (SPOILER)

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Ciao a tutti! Avete già guardato la nuova stagione di Black Mirror? Già alla visione della seconda stagione avrete sicuramente notato che all’interno di ogni episodio è possibile trovare dei piccolissimi easter eggs, minuscoli riferimenti agli episodi precedenti che rendono quello di Black Mirror un vero e proprio microcosmo dentro il quale si sviluppano tutte le storie dei vari protagonisti, che sono quindi invetitabilmente connesse l’una con l’altra. Partiamo con la connessione più palese:

Anyone Who Knows What Love Is:

Si tratta della bellissima canzone che sentiamo cantare ad Abi nel secondo episodio della prima stagione (15 Million Merits) durante il provino di Hot Shots. (click per ascoltare il brano). Possiamo sentire la stessa identica canzone anche nell’episodio Men Against Fire, cantata da Jakob Verbruggen Raiman, e nell’episodio White Christmas, durante la scena del karaoke.

Inoltre, possiamo chiaramente vedere l’immagine di Abi su un maxischermo nell’episodio “The Waldo Moment“.

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Saito CEO Shou:

Troviamo dei riferimenti al famoso creatore di videogiochi dell’episodio “Playtest” all’interno di “Hated In The Nation

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Victoria di “White Bear”:
Nell’episodio “Shut Up And Dance” troviamo tra le notizie sul computer quella del processo a Victoria Skillane di “White Bear“. In “Men Against Fire” troviamo l’hastag #DeathTo Viktoria Skillane.

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E sempre nello stesso episodio, scopriamo che il detective compagno della protagonista non può seguire il caso delle api perché è impegnato con il processo di Victoria Skillane.

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Infine, alla fine dell’episodio (Hated In The Nation) scopriamo grazie al televisore sullo sfondo che Victoria Skillane ha cercato di suicidarsi in cella.

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Michael Callow, il primo ministro dell’episodio “National Anthem”:

Nell’episodio “Nosedive“, nel feed di uno dei social network della protagonista, troviamo la notizia postata dallo stesso Michael Callow “Just got thrown out of the zoo again” (appena tirato fuori dallo zoo, di nuovo), come chiaro riferimento a ciò che era stato costretto a fare con un maiale nel primissimo episodio della serie.

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Più tardi, sempre nell’episodio “Nosedive“, la protagonistra incontra un gruppo di fan della serie Sea of Tranquility, che si scopre essere il “western lunare della HBO”  a cui stava lavorando l’esperto di effetti speciali di “The National Anthem” per creare un finto filmato che risparmiasse a Michael Callow l’umiliazione  di cui ben sappiamo.

In “Shut Up And Dance” invece, tra i tweet sul computer del protagonista, vediamo la notizia “Michael Callow sta divorziando“. Il suo nome compare anche nel feed Twitter dell’episodio “Hated In The Nation”, insieme all’hashtag “#FreeTheWhiteBearOne” e un riferimento all’Harlech Shawow V, il videogioco di Saito dell’episodio “Playtest“.

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White Bear:

Oltre al chiaro riferimento all’episodio nell’immagine soprastante, troviamo il simbolo di White Bear negli episodi “White Christmas” e “Playtest“.

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Le api robotiche:

Troviamo un riferimento alla Granular, la compagnia che produce le api robotiche presenti nell’episodio “Hated In The Nation“, sul giornale con Saito in copertina, dell’episodio “Playtest“.

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Hot Shots:

Troviamo anche numerosi riferimenti a “Hot Shots“, il talent show a cui partecipa Abi nell’episodio “15 Million Merits“. Nell’episodio “White Bear” e, come citato precedentemente, nell’episodio su Waldo.

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Waldo:

Nell’episodio “White Christmas” troviamo riferimenti a Waldo in televisione e successivamente sullo schermo del computer di uno dei protagonisti spicca un utente con il nickname I_AM_WALDO.

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Inoltre, sul computer del protagonista dell’episodio “Shut Up And Dance” troviamo uno sticker rappresentante Waldo.

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Infine, nell’episodio “White Christmas” il nome di Liam Monroe, politico perseguitato da Waldo, compare sullo sfondo del notiziario (insieme alla notizia “appello rifiutato per Victoria Skillane”.)

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Il progetto MASS:

Il progetto MASS, importante nell’episodio “Men Against Fire“, compare nei titoli del telegiornale nell’episodio “Hated In The Nation“.

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Infine, notiamo che i due test di gravidanza degli episodi “White Christmas” e “Be right Back” sono molto simili.

The Leftovers – La terza serie sarà ambientata in Australia!

The Leftovers cambia location per la terza volta. La prima serie era ambientata a Mapleton, New York, e la seconda a Jarden, Texas. La terza e ultima serie riprenderà da dove eravamo rimasti, a Miracle, ma a quanto pare i personaggi si sposteranno ancora una volta per raggiungere l’Australia.

Perchè proprio l’Australia?” si chiederanno in molti. Dalla fine della seconda stagione sembrava che Miracle avesse ancora molti segreti da svelare al nostro Kevin. Eppure, come i più attenti di voi avranno sicuramente notato, nel corso della seconda stagione l’Australia viene nominata più volte.

  1. Nel primo episodio, Axis Mundi, Michael Murphy porta il pranzo all’uomo che vive sulla torre di Miracle, il quale gli chiede di spedire una lettera a Sidney, Australia, per un certo David Burton. (Nel terzo episodio, mentre Laurie guarda la televisione, si sente in sottofondo la voce del giornalista che parla di un certo David Burton, che dice di essersi risvegliato in una grotta in Australia, di essere stato in un hotel e di non riuscire a morire).Schermata 2016-06-01 alle 14.31.15
  2. Nel secondo episodio, Kevin riceve una visita inaspettata. Suo padre, finalmente uscito dal manicomio, gli rivela di aver scelto di trasferirsi a Perth, Australia. La motivazione? Perché ogni volta che guarda Mapleton riesce a vedere solo quello che non c’è più. Siamo sicuri che sia questo il vero motivo del suo trasferimento?Schermata 2016-06-01 alle 14.36.11.png
  3. Nell’ottavo episodio, International Assassin, Kevin Garvey riesce in qualche modo a mettersi in collegamento con suo padre tramite il televisore dell’hotel. Da quello che possiamo notare in questa scena, i due si trovano esattamente nella stessa stanza. Che la stanza dell’hotel a Perth dove si trova il padre di Kevin sia qualche modo collegata all’altro hotel? Dove si trova questo posto? Sappiamo con certezza che alla fine dell’episodio Kevin guida fino a Jarden, Texas. Che si tratti di una realtà dove le distanze non sono le stesse del mondo reale? O esiste davvero, come molte persone teorizzano, un collegamento tra l’Australia e Jarden?Schermata 2016-06-01 alle 14.38.55Schermata 2016-06-01 alle 14.39.27

In internet girano tante teorie sull’Australia. Alcuni dicono che la grotta che abbiamo visto nel primo episodio, dove la donna primitiva muore abbandonando suo figlio, funga da collegamento tra Miracle e Perth, o tra Miracle e ovunque si trovi il misterioso Hotel di International Assassin. Se avete altre teorie scrivetele nei commenti!

Quello che possiamo fare ora è aspettare con impazienza Ottobre e l’arrivo della tanto attesa terza (e ultima 🙁 ) serie.

 

Il Rapimento biblico, nella serie e nel libro

“Laurie Garvey non era stata educata per credere nel Rapimento. Non era stata educata per credere in niente, eccetto che nella follia di ogni fede. Siamo agnostici, diceva ai suoi figli quando erano piccoli e avevano bisogno di definirsi di fronte ai oro amici cattolici ed ebrei e unitariani. Non sappiamo se c’è un Dio, e nessun altro lo sa. La gente può anche andare a dire di saperlo, ma in realtà non ne sa niente.

La prima volta che aveva sentito parlare del Rapimento era matricola al college e frequentava un corso chiamato “Introduzione al mondo delle religioni”. Il fenomeno che il professore descrisse le sembrò un’assurdità: orde di cristiani che fluttuavano per aria sgusciando fuori dai loro vestiti, che si libravano attraversando i tetti delle loro case e delle automobili per andare incontro a Gesù in cielo, mentre gli altri restavano a guardare a bocca aperta chiedendosi dove fossero finite tutte le brave persone. La teologia rimaneva qualcosa di oscuro per lei […].
Negli anni seguenti le era capitato, di tanto in tanto, di imbattersi in qualcuno, in aeroporto o sul treno, intento a leggere uno dei libri della serie Left Behind, cosa che le aveva suscitato un moto di compassione, o persino di tenerezza, per quel povero incapace che non aveva di meglio da leggere e nient’altro da fare che starsene lì seduto a immaginare la fine del mondo.
E poi accadde. La profezia biblica si avviò, se non del tutto, almeno in parte. Le persone cominciarono a sparire, a milioni, tutte nello stesso momento e in tutto il mondo. non si trattava di un’antica diceria – un uomo defunto che tornava in vita ai tempi dell’Impero Romano – né di un’ammuffita leggenda casalinga come quella di Joseph Smith che dissotterra qualche tavola d’oro nel nord dello stato di New York, obbedendo alle istruzioni di un angelo. Era reale. il Rapimento era accaduto nella sua città, coinvolgendo, fra gli altri, la figlia della sua  migliore amica, proprio mentre Laurie si trovava a casa sua. L’irruzione di Dio nella sua vita non avrebbe potuto essere più chiara se Egli si fosse manifestato a lei parlandole da un’azalea rosso fuoco. O almeno è quello che chiunque avrebbe pensato. Eppure lei aveva cercato di negare l’evidenza per settimane e mesi da quell’evento, aggrappandosi ai suoi dubbi come a un salvagente facendo eco agli scienziati e agli esperti e ai politici che insistevano nel dire che la causa di ciò che chiamavano “l’improvvisa Dipartita” rimaneva sconosciuta. “E’ accaduto qualcosa di tragico “ continuavano a ripetere gli esperti. “Un fenomeno che può ricordare il Rapimento biblico, ma che non può essere definito tale”. Un particolare interessante: le voci che sostenevano tali argomentazioni con maggior veemenza erano proprio quelle dei cristiani, costretti a riconoscere che molte delle persone scomparse il 14 di ottobre – induisti e buddhisti e mussulmani ed ebrei e atei e animisti e omosessuali ed eschimesi e mormoni e zoroastriani e qualunque altra diavolo di cosa fossero – non avevano accettato Gesù Cristo come loro salvatore. Da quanto si poteva arguire, si trattava di una mietitura del tutto casuale e se c’era una cosa che il Rapimento non poteva essere era proprio quella.
Così era molto facile sentirsi confusi, alzare le mani e affermare di non sapere cosa stesse accadendo. Ma Laurie lo sapeva. Subito dopo l’accaduto, nel profondo del suo cuore, sapeva. Lei era rimasta. Tutti loro erano rimasti. Il fatto che dio non avesse attribuito alla religione l’onere delle Sue decisioni non contava; 

Questo è l’incipit del libro “The Leftovers” di Tom Perrotta. Nella Bibbia il Rapimento è il momento in cui i credenti vengono tolti dalla terra come gesto di liberazione e accolti in cielo da Gesù. Se i personaggi del libro e della serie possono avere il dubbio sul fatto che nel giorno della Dipartita sia veramente avvenuto il Rapimento descritto nella Bibbia, noi non possiamo averne. Nella Sigla della prima serie la grande sparizione è rappresentata affrescata all’interno della cupola di una chiesa. Nelle varie parti dell’affresco vediamo rappresentati  quelli che per la religione cristiana sono considerati peccatori (tra cui anche coppie omosessuali, un padre che picchia i suoi figli, un tradimento) e persone che invece non hanno commesso alcun peccato e ascendono lo stesso al cielo insieme a tutti gli altri.

Da questa compresenza di peccatori ed innocenti, possiamo capire già da subito che quello che accade in The Leftovers non è il Rapimento biblico, bensì “una mietitura casuale“, per usare le parole del personaggio di Laurie.
Troviamo un altro riferimento al Rapimento in una scena del Pilot, durante la parata per “La giornata degli Eroi” di Mapleton. Anche qui il reverendo Matt Jamison distribuisce volantini con le foto dei Dipartiti, cercando di far capire alla gente che l’Improvvisa Dipartita non ha niente a che vedere col Rapimento, poiché molti dei dipartiti erano peccatori in quanto violenti, adulteri, spacciatori, giocatori di azzardo o assassini.
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Perché siete qui? Non è stato il Rapimento! Non erano migliori di noi, ne ho le prove! “Picchiava i suoi bambini”! Vi dà l’impressione di una brava persona? Picchiava i suoi bambini! Non è stato il Rapimento!
Con questi simboli e queste affermazioni gli autori non stanno cercando di “smontare” o di mettere da parte la religione, sia nel libro che nella serie troviamo fortissimi riferimenti religiosi e spirituali, e lo stesso personaggio di Matt Jamison costituisce la prova del fatto che, nonostante l’Improvvisa Dipartita abbia niente a che vedere con il Rapimento, la fede è importante e non va abbandonata. Sarà proprio la fede a spingere il personaggio di Matt a non arrendersi alla vita come la maggior parte dei Leftovers, lo aiuterà a diventare un uomo migliore e sempre pronto ad aiutare e perdonare il prossimo.
Per vedere il video degli opening credits della prima stagione cliccate qui.