The Leftovers TEORIE – Kevin è un Colpevole Sopravvissuto?

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Ciao a tutti! Oggi voglio presentare una mia teoria riguardo al personaggio di Kevin Garvey, protagonista di The Leftovers. Ho guardato e riguardato entrambe le serie più volte e il mio sospetto (e al contempo timore) si è fatto sempre più forte: e se Kevin fosse uno dei Colpevoli Sopravvissuti?

Pensiamoci bene. Di lui e della sua storia non sappiamo molto. I primi indizi riguardo al suo personaggio ci vengono dati a mio avviso nella nona puntata della prima serie, The Garveys at their best (in italiano “Le cose non dette“). In quest’episodio ci viene mostrata la famiglia Garvey nei due giorni precedenti all’Improvvisa Dipartita. La cosa strepitosa di quest’episodio, uno dei migliori secondo me, è che abbiamo la possiblità di vedere come fosse il mondo prima che andasse in pezzi. Certo, come nella vita reale anche nella famiglia Garvey ognuno ha i suoi problemi, ma tutto sommato l’atmosfera che si respira durante l’episodio è quella di benessere e felicità. Tom ha i suoi problemi con il padre naturale, ma frequenta il college e si diverte con la sua famiglia. Jill è presa dai suoi progetti scolastici e si gode la sua vita da sedicenne. K.G., il padre di Kevin, ha il suo lavoro ed è soddisfatto della sua vita, infatti durante la sua festa di compleanno spiega a suo figlio che la vita è fatta da famiglia, amici e lavoro, e che non bisogna per forza desiderare di avere uno scopo più grande o diverso da quello di essere un buon padre, un buon marito e un bravo poliziotto. Tutti sono felici e spensierati, ma non Kevin. A lui non basta quello che ha, vorrebbe qualcosa di più. Kevin è l’unico personaggio a essere tormentato da prima dell’Improvvisa Dipartita.

Quello che succede in seguito al 14 ottobre è una scissione interiore del personaggio. Lo vediamo compiere azioni di cui non ricorda nulla, fare scenate in pubblico per motivi futili e perdere la testa molto facilmente.

In una delle prime puntate, lo vediamo impazzire nel tentativo di smontare il fornetto del suo ufficio perchè “i suoi bagel sono spariti nel nulla”. Lo vediamo svegliarsi nel cuore della notte senza sapere dove ha passato le ultime ore e con un morso umano sulla mano. Lo troviamo addormentato in macchina continuamente, come se avesse perso completamente la testa e non avesse più il controllo della persona che sta diventando.

La mia teoria è che Kevin Garvey, dal momento della Dipartita, abbia sviluppato una seconda identità, della quale purtroppo non è consapevole, che emerge con il sonnambulismo. E questa seconda identità è un membro dei Colpevoli Sopravvissuti. Questa convinzione è nata in me dopo aver guardato l’episodio International Assassin ed è diventata sempre più forte riguardando l’intera serie da capo cercando di capire se fosse possibile. E purtroppo è possibile per un grande numero di motivi. Procediamo con ordine.

PRIMA SERIE:

  1. Dean, l’uomo misterioso che spara ai cani, conferma più volte nel corso della prima serie di non conoscere affatto la persona che Kevin è da sveglio. Già nel primo episodio, alla bizzarra domanda di Kevin “sono sveglio?” Dean risponde con un ancora più bizzarro “Adesso lo sei sicuramente”.

    Quest’affermazione sembra suggerire già da subito che Kevin abbia passato un po’ di tempo con questo strano individuo, che sembra conoscerlo più di quanto Kevin non conosca lui. Nell’ottavo episodio, Cairo, la situazione si fa ancora più bizzarra. Questa volta, in seguito al rapimento di Patti, le affermazioni di Dean sono molto più dirette e meno misteriose: “Sono partito per quest’avventura pensando di poter contare su una guida forte e decisa. Ma adesso, così all’improvviso, il leader è scomparso. E l’uomo che in questo momento è nel suo corpo chiaramente non sa cosa stia succedendo lì dentro.” Dopo aver capito che Kevin non solo non ha nessun ricordo di aver rapito Patti, ma non ne capisce neanche il motivo, l’uomo misterioso gli dice di andare a dormire in modo da svegliare l’altro Kevin.

    La puntata si conclude inoltre con un altro fatto interessante: anche Dean parla con qualcuno che noi non riusciamo a vedere.

  2. Nel quinto episodio della prima serie (Gladys) una donna membro dei Colpevoli Sopravvissuti viene lapidata da alcuni uomini mascherati e vestiti di nero. In Cairo scopriremo che sono gli stessi C.S. a lapidare i propri membri, per far sì che diventino testimonianze viventi e nessuno si scordi mai più di loro. In seguito alla lapidazione di Gladys, vediamo Kevin svegliarsi di soprassalto con ancora i jeans addosso, come se avesse passato di nuovo la notte fuori senza ricordarsene.
  3. L’allarme. Kevin, in seguito alla lapidazione di Gladys, installa un allarme, per evitare che qualcuno entri in casa. Nel corso dell’episodio, lo vediamo più volte alzarsi alla mattina e trovare l’allarme disattivato, incolpando Jill. E se invece fosse stato lui stesso a disattivare l’allarme per uscire nel cuore della notte senza poi riattivarlo una volta tornato a casa?
  4. Le camicie. Sempre nel quinto episodio, vediamo Kevin aprire l’armadio e trovarlo vuoto: tutte le sue camicie bianche sono scomparse. Il fatto che proprio gli indumenti bianchi fossero spariti dal suo armadio mi aveva insospettita parecchio e il sospetto si è fatto sempre più forte durante la scenata di Kevin in lavanderia. Dopo aver avuto una reazione decisamente esagerata e violenta con il gestore della lavanderia per una cosa così piccola come la perdita di alcuni vestiti, Kevin accetta dal commesso delle camicie che non sono palesemente le sue. Come ben sappiamo, quelle che sta cercando sono parte dell’uniforme della polizia, mentre quelle che gli vengono consegnate sono normalissime camicie bianche, senza il logo di mapleton sul braccio. Questo mi ha fatto pensare che dentro di sè Kevin sapesse cosa stava succedendo, ma stesse cercando di negarlo a sè stesso a tutti i costi. Nell’ottavo episodio, Cairo, scopriremo che le sue camicie sono appese in cerchio sugli alberi di un boschetto poco lontano dalla baita dove ha portato Patti dopo averla rapita.
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  5. Durante il corso della prima serie Kevin fa alcuni sogni bizzarri: nel primo si trova nel bosco insieme a Aimee e Dean e li osserva sparare a una persona vestita di bianco. Nel secondo, il furgone di Dean (o il suo) è pieno di cadaveri di Colpevoli Sopravvissuti.

SECONDA SERIE:

  1. Nella seconda serie le cose per Kevin si mettono sempre peggio. Patti lo segue dappertutto e la sua famiglia sta andando di nuovo in pezzi. Nell’episodio International Assassin ci sono tanti piccoli dettagli che hanno rafforzato la mia teoria.
    “Prima decidi chi sei, e poi vestiti di conseguenza”. Questo recita la targhetta affissa sull’armadio del misterioso Hotel. All’interno di esso vediamo appesa anche la divisa di Kevin, ma non è questa che sceglie di indossare e non è il capo della polizia che sceglie si essere. In quest’episodio Kevin sceglie di essere un assassino. È proprio qui che la sua seconda personalità acquisisce un nome, quello di Kevin Harvey.
  2.  Il colloquio con Gladys, che in questo mondo è l’assistente di Patti Levin, che invece è candidata a presidentessa degli Stati Uniti. Durante il colloquio Kevin viene sottoposto al test della macchina della verità. Ogni volta che mente si accende una lucina rossa. Alla domanda “perchè fumi?” Kevin risponde di avere una dipendenza alla nicotina, e la lucina si accende. Al secondo tentativo la risposta è chiara e non lascia spazio a interpretazioni: “Fumo per ricordarmi che il mondo è finito il 14 ottobre“, e la luce non si accende. Questa frase racchiude in sè il credo dei Colpevoli Sopravvissuti e Kevin sembra essere stupito quanto noi di scoprire che questo è quello in cui anche lui crede davvero.
  3.  Quando Kevin viene portato al colloquio con Patti, incrocia nel corridoio un uomo incappucciato che indossa la sua divisa da poliziotto. Questo potrebbe essere simbolicamente l’assassino Kevin Harvey che sovrasta il poliziotto Kevin Garvey.
  4. Ultimo punto, ma non meno importante. Nell’altro mondo, quello dell’hotel, Kevin non è una persona qualunque, bensì il finanziatore principale del progetto di Patti Levin, che si candida a presidentessa degli Stati Uniti per “distruggere le famiglie. Sia che questo mondo sia fittizio e frutto della mente di Kevin, sia che si tratti del suo purgatorio o inferno personale o della realtà, i fatti non mentono: Kevin Harvey crede in Patti Levin e la aiuta nel suo progetto.

Tutto questo potrebbe anche spiegare il motivo per cui Kevin è costretto a tornare all’hotel una seconda volta: per riappropriarsi della sua identità perduta. Nel suo secondo viaggio all’altro mondo Kevin sceglie infatti di interpretare sè stesso, il capo della polizia di Mapleton e di cantare in onore della famiglia che ha rischiato di perdere dando troppo spazio all’altro se stesso.

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Come ho già detto, le mie convinzioni e teorie si rafforzano sempre di più a ogni visione. Nonostante questo, spero vivamente di avere torto. Se avessi ragione, allora le conseguenze per Kevin quali sarebbero? Se davvero fosse un membro dei Colpevoli Sopravvissuti, magari uno di quelli vestiti di nero con l’incarico di lapidare i propri fratelli.. come reagirebbe una volta appresa questa terribile realtà? Se Kevin capisse che dentro di sè è cresciuto qualcosa che va contro tutti i suoi ideali e che ha reso vani tutti i suoi sforzi.. riuscirebbe a sopportarlo e a vivere con questo peso? E se quel qualcosa è davvero il suo alterego, Kevin Harvey, dobbiamo aspettarci di rivederlo? O è rimasto nell’hotel, chiuso  in quell’armadio insieme al vestito dell’assassino?

The Leftovers – La terza serie sarà ambientata in Australia!

The Leftovers cambia location per la terza volta. La prima serie era ambientata a Mapleton, New York, e la seconda a Jarden, Texas. La terza e ultima serie riprenderà da dove eravamo rimasti, a Miracle, ma a quanto pare i personaggi si sposteranno ancora una volta per raggiungere l’Australia.

Perchè proprio l’Australia?” si chiederanno in molti. Dalla fine della seconda stagione sembrava che Miracle avesse ancora molti segreti da svelare al nostro Kevin. Eppure, come i più attenti di voi avranno sicuramente notato, nel corso della seconda stagione l’Australia viene nominata più volte.

  1. Nel primo episodio, Axis Mundi, Michael Murphy porta il pranzo all’uomo che vive sulla torre di Miracle, il quale gli chiede di spedire una lettera a Sidney, Australia, per un certo David Burton. (Nel terzo episodio, mentre Laurie guarda la televisione, si sente in sottofondo la voce del giornalista che parla di un certo David Burton, che dice di essersi risvegliato in una grotta in Australia, di essere stato in un hotel e di non riuscire a morire).Schermata 2016-06-01 alle 14.31.15
  2. Nel secondo episodio, Kevin riceve una visita inaspettata. Suo padre, finalmente uscito dal manicomio, gli rivela di aver scelto di trasferirsi a Perth, Australia. La motivazione? Perché ogni volta che guarda Mapleton riesce a vedere solo quello che non c’è più. Siamo sicuri che sia questo il vero motivo del suo trasferimento?Schermata 2016-06-01 alle 14.36.11.png
  3. Nell’ottavo episodio, International Assassin, Kevin Garvey riesce in qualche modo a mettersi in collegamento con suo padre tramite il televisore dell’hotel. Da quello che possiamo notare in questa scena, i due si trovano esattamente nella stessa stanza. Che la stanza dell’hotel a Perth dove si trova il padre di Kevin sia qualche modo collegata all’altro hotel? Dove si trova questo posto? Sappiamo con certezza che alla fine dell’episodio Kevin guida fino a Jarden, Texas. Che si tratti di una realtà dove le distanze non sono le stesse del mondo reale? O esiste davvero, come molte persone teorizzano, un collegamento tra l’Australia e Jarden?Schermata 2016-06-01 alle 14.38.55Schermata 2016-06-01 alle 14.39.27

In internet girano tante teorie sull’Australia. Alcuni dicono che la grotta che abbiamo visto nel primo episodio, dove la donna primitiva muore abbandonando suo figlio, funga da collegamento tra Miracle e Perth, o tra Miracle e ovunque si trovi il misterioso Hotel di International Assassin. Se avete altre teorie scrivetele nei commenti!

Quello che possiamo fare ora è aspettare con impazienza Ottobre e l’arrivo della tanto attesa terza (e ultima 🙁 ) serie.

 

Il Rapimento biblico, nella serie e nel libro

“Laurie Garvey non era stata educata per credere nel Rapimento. Non era stata educata per credere in niente, eccetto che nella follia di ogni fede. Siamo agnostici, diceva ai suoi figli quando erano piccoli e avevano bisogno di definirsi di fronte ai oro amici cattolici ed ebrei e unitariani. Non sappiamo se c’è un Dio, e nessun altro lo sa. La gente può anche andare a dire di saperlo, ma in realtà non ne sa niente.

La prima volta che aveva sentito parlare del Rapimento era matricola al college e frequentava un corso chiamato “Introduzione al mondo delle religioni”. Il fenomeno che il professore descrisse le sembrò un’assurdità: orde di cristiani che fluttuavano per aria sgusciando fuori dai loro vestiti, che si libravano attraversando i tetti delle loro case e delle automobili per andare incontro a Gesù in cielo, mentre gli altri restavano a guardare a bocca aperta chiedendosi dove fossero finite tutte le brave persone. La teologia rimaneva qualcosa di oscuro per lei […].
Negli anni seguenti le era capitato, di tanto in tanto, di imbattersi in qualcuno, in aeroporto o sul treno, intento a leggere uno dei libri della serie Left Behind, cosa che le aveva suscitato un moto di compassione, o persino di tenerezza, per quel povero incapace che non aveva di meglio da leggere e nient’altro da fare che starsene lì seduto a immaginare la fine del mondo.
E poi accadde. La profezia biblica si avviò, se non del tutto, almeno in parte. Le persone cominciarono a sparire, a milioni, tutte nello stesso momento e in tutto il mondo. non si trattava di un’antica diceria – un uomo defunto che tornava in vita ai tempi dell’Impero Romano – né di un’ammuffita leggenda casalinga come quella di Joseph Smith che dissotterra qualche tavola d’oro nel nord dello stato di New York, obbedendo alle istruzioni di un angelo. Era reale. il Rapimento era accaduto nella sua città, coinvolgendo, fra gli altri, la figlia della sua  migliore amica, proprio mentre Laurie si trovava a casa sua. L’irruzione di Dio nella sua vita non avrebbe potuto essere più chiara se Egli si fosse manifestato a lei parlandole da un’azalea rosso fuoco. O almeno è quello che chiunque avrebbe pensato. Eppure lei aveva cercato di negare l’evidenza per settimane e mesi da quell’evento, aggrappandosi ai suoi dubbi come a un salvagente facendo eco agli scienziati e agli esperti e ai politici che insistevano nel dire che la causa di ciò che chiamavano “l’improvvisa Dipartita” rimaneva sconosciuta. “E’ accaduto qualcosa di tragico “ continuavano a ripetere gli esperti. “Un fenomeno che può ricordare il Rapimento biblico, ma che non può essere definito tale”. Un particolare interessante: le voci che sostenevano tali argomentazioni con maggior veemenza erano proprio quelle dei cristiani, costretti a riconoscere che molte delle persone scomparse il 14 di ottobre – induisti e buddhisti e mussulmani ed ebrei e atei e animisti e omosessuali ed eschimesi e mormoni e zoroastriani e qualunque altra diavolo di cosa fossero – non avevano accettato Gesù Cristo come loro salvatore. Da quanto si poteva arguire, si trattava di una mietitura del tutto casuale e se c’era una cosa che il Rapimento non poteva essere era proprio quella.
Così era molto facile sentirsi confusi, alzare le mani e affermare di non sapere cosa stesse accadendo. Ma Laurie lo sapeva. Subito dopo l’accaduto, nel profondo del suo cuore, sapeva. Lei era rimasta. Tutti loro erano rimasti. Il fatto che dio non avesse attribuito alla religione l’onere delle Sue decisioni non contava; 

Questo è l’incipit del libro “The Leftovers” di Tom Perrotta. Nella Bibbia il Rapimento è il momento in cui i credenti vengono tolti dalla terra come gesto di liberazione e accolti in cielo da Gesù. Se i personaggi del libro e della serie possono avere il dubbio sul fatto che nel giorno della Dipartita sia veramente avvenuto il Rapimento descritto nella Bibbia, noi non possiamo averne. Nella Sigla della prima serie la grande sparizione è rappresentata affrescata all’interno della cupola di una chiesa. Nelle varie parti dell’affresco vediamo rappresentati  quelli che per la religione cristiana sono considerati peccatori (tra cui anche coppie omosessuali, un padre che picchia i suoi figli, un tradimento) e persone che invece non hanno commesso alcun peccato e ascendono lo stesso al cielo insieme a tutti gli altri.

Da questa compresenza di peccatori ed innocenti, possiamo capire già da subito che quello che accade in The Leftovers non è il Rapimento biblico, bensì “una mietitura casuale“, per usare le parole del personaggio di Laurie.
Troviamo un altro riferimento al Rapimento in una scena del Pilot, durante la parata per “La giornata degli Eroi” di Mapleton. Anche qui il reverendo Matt Jamison distribuisce volantini con le foto dei Dipartiti, cercando di far capire alla gente che l’Improvvisa Dipartita non ha niente a che vedere col Rapimento, poiché molti dei dipartiti erano peccatori in quanto violenti, adulteri, spacciatori, giocatori di azzardo o assassini.
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Perché siete qui? Non è stato il Rapimento! Non erano migliori di noi, ne ho le prove! “Picchiava i suoi bambini”! Vi dà l’impressione di una brava persona? Picchiava i suoi bambini! Non è stato il Rapimento!
Con questi simboli e queste affermazioni gli autori non stanno cercando di “smontare” o di mettere da parte la religione, sia nel libro che nella serie troviamo fortissimi riferimenti religiosi e spirituali, e lo stesso personaggio di Matt Jamison costituisce la prova del fatto che, nonostante l’Improvvisa Dipartita abbia niente a che vedere con il Rapimento, la fede è importante e non va abbandonata. Sarà proprio la fede a spingere il personaggio di Matt a non arrendersi alla vita come la maggior parte dei Leftovers, lo aiuterà a diventare un uomo migliore e sempre pronto ad aiutare e perdonare il prossimo.
Per vedere il video degli opening credits della prima stagione cliccate qui.